Il gioco degli scacchi nella formazione scolastica

di Ettore Santi - Dipartimento di Matematica Università di Ferrara

È ben noto che dopo il Mille il gioco degli scacchi ebbe larga diffusione tra le classi nobili; cantato dai trovatori, era considerato una conoscenza indispensabile per il perfetto cavaliere. Monaci e frati lo utilizzarono per trarne una serie di ammaestramenti e similitudini moraleggianti.( Lo studioso strasburghese J.M.Mehl, nella sua tesi dottorale " Jeu d'Echecs et education au XIII siecle " ( Univ. de Sciences humaines de Strasbourg, 1979 ),ha studiato I'influenza pedagogica del gioco degli scacchi nella società medioevale. )

Ettore Santi

Ma è soltanto nel nostro secolo che la funzione educativa del gioco degli scacchi e stata riconosciuta su basi scientifiche in particolare a seguito della ricerca degli psicologi russi Djakow, Petrowski e Rudik, i quali sottoposero 12 dei 21 partecipanti al torneo di Mosca del 1925 ad una serie di test psicologici riguardanti la memoria, l'attenzione, le funzioni combinatorie ed intellettuali e l'immaginazione.

A conclusione di tale ricerca pubblicarono un lavoro dal titolo "Psicologia del gioco degli scacchi", tradotto in tedesco l'anno seguente. Tale lavoro e la tesi di Adrian De Groot, ricercatore olandese, pubblicata nel 1946 e tradotta in inglese nel 1965 col titolo "Thought and Choice in Chess ", costituiscono importanti punti di riferimento bibliografico per individuare gli argomenti pedagogici a favore della diffusione del gioco degli scacchi in ambiente scolastico.

Più di recente le ricerche sull'intelligenza artificiale e la simulazione del pensiero col computer hanno fornito nuove indicazioni sia per l'utilizzo del gioco degli scacchi come supporto di problemi per l'insegnamento della matematica e dell'informatica sia per un suo utilizzo scientifico nei settori dell'intelligenza artificiale e della ricerca operativa. Si e anzi sviluppata una branca della "Computer Science " chiamata "Computer Chess" .

In questa conversazione cercherò di mostrare, attraverso una adeguata esemplificazione, come il gioco degli scacchi possa costituire una miniera feconda di problemi e suggestioni per l'insegnamento della matematica ed anche come sia ipotizzabile, alla luce di esperienze recenti, un progetto scolastico autonomo sul gioco degli scacchi.