I Maestri..


Piccola raccolta bibliografica dei giocatori che hanno fatto la storia degli scacchi

Tratta da "Enciclopedia degli Scacchi" & Fonti Web


Aleksandr Aleksandrovic Alechin

Figlio di aristocratici, imparò il gioco dalla madre a sette anni i suoi genitori, temendo che egli vi si applicasse troppo, gli tolsero gli scacchi: ma egli imparò presto ad analizzare le posizioni alla cieca. A quindici anni partecipò a un torneo a Dusseldorf 1908), dove giunse 4°5° ex æquo ; subito dopo riuscì a battere von Bardeleben per 5 a 0 in un match individuale. Nell'anno successivo vinse il torneo di campionato russo a Pietroburgo, e nel 1910 affrontò per la prima volta un gruppo di maestri internazionali, classificandosi 7°-8° ex æquo con Duz-Chotimirskij. Un risultato non molto brillante caratterizzò anche la sua partecipazione al torneo di Karlsbad 1911 (8°11°, a pari punti con Duras, Leonhardt e Tartakower), ma nel torneo di Stoccolma 1912 giunse primo, dopo aver perduto solo la partita con Fridlizius, e giunse di nuovo 1° a Scheveningen nel 1913, rimanendo sconfitto solo da Janowski. 11 grande torneo di Pietroburgo del 1914, al quale parteciparono, oltre al campione del mondo Lasker, molti fra i più grandi maestri del tempo, lo consacrò definitivamente a ventitré anni un grande maestro, avendo egli conquistato il 3° posto, dopo Lasker e Capablanca. Nello stesso anno il torneo di Mannheim diede conferma delle sue doti, vedendolo in testa ai migliori giocatori europei, vincitore nei confronti diretti con Breyer, Bogoljubov, Tarrasch, Duras. Scoppiò intanto la prima guerra mondiale, e Alechin, giudicato inabile al servizio militare attivo, poté ritornare in Russia. Qui fu impiegato in servizi sedentari, ciò che gli permise di perfezionare i suoi studi di diritto. Volontario in Galizia nel 1916, per i suoi lodevoli servizi nel corpo di Sanità ottenne le decorazioni di S.Stanislao e di S.Giorgio. Ferito durante l'offensiva di Kerenski, dovette essere ricoverato all'ospedale di Tarnopol. Terminata la guerra, constatò e che la rivoluzione lo aveva a privato di ogni cosa. Cominciò allora un periodo grigio dopo aver tentato vari impieghi, riuscí a ottenere, grazie alla sua conoscenza delle lingue, un posto in una agenzia di pubblicità. Qui conobbe una scrittrice svizzera, Annalisa Ruegg, di cui si innamorò. La sposò il 15 marzo 1921 a Mosca; e Annalisa che aveva buone conoscenze presso i nuovi governanti, cercò di sistemarlo convenientemente in qualche ufficio: ma Alechin non riconosceva più la sua vecchia Russia. Con l'aiuto di alcuni amici, riuscì ad avere un visto per Berlino; subito dopo aver vinto il torneo di Mosca 1920, prese la strada dell'esilio, per non rientrare mai più in Russia. Dal 1921 alla morte, Alechin si dedicò totalmente agli scacchi, collezionando una serie impressionante di vittorie. Vinse i tornei di Triberg (1921), Budapest (1921), L'Aia (1921), Hastings (i922), Karlsbad (1923), Portsmouth (1923), Parigi (1925), Berna (1925), BadenBaden (1925), Hastings (1925-26 ex æquo con Vidmar, Scarborough (1926), Birmingham (1926), Kecskemet (1927), Bradley Beach (1929), San Remo (1930), Bled (1931), Londra (1932), Berna (1932), Pasadena (1932), Mexico City (1932), Parigi (1933), Zurigo(1934), Oerebro (1935). Intanto nel 1927 riuscì a battere Capablanca in un famoso match per il campionato del mondo a Buenos Aires (+6 =25 -3): e difese poi il suo titolo contro Bogoljubov nel 1929 (+11=9-5) e nel 1934 (+8 =15-3). Ma già nell'Olimpiade del 1935 a Varsavia, il campione del mondo sembrò invecchiato, probabilmente per abuso di alcool e di nicotina; e nello stesso anno inaspettatamente perse il titolo nel match contro Euwe (+8 = 13 -9). Sottopostosi ad una energica cura disintossicante, nel 1937 all'Aia riconquistò il titolo, battendo Euwe (+10 =11 -4). Tuttavia la stella di Alechin, pur dando ancora sprazzi vivissimi, stava declinando. Fu ancora primo a Bad Nauheim (1936 ex æquo con Keres), Dresda (t936), Hastings (1936 37), Margate (1938), Montevideo (1939), Salisburgo (1942), Monaco (1942), Gijon (1944), Madrid (1945), Sabadell (1945), Melilla (1945); ma si trattò di tornei di non grande importanza, quali si potevano organizzare in periodo bellico. Durante questo periodo Alechin (che dal 1927 era naturalizzato francese, e in Francia aveva conseguito, nel 1929, la laurea in giurisprudenza) fu accusato, forse ingiustamente, di aver parteggiato per il governo collaborazionista. Terminato il conflitto, questo suo atteggiamento, collegato anche a talune sue prese di posizione contro gli ebrei, lo espose a violente critiche. Chiamato a discolparsi davanti ad una apposita commissione, non poté ottemperavi, perch&ecaute; il giorno successivo alla convocazione fu trovato morto, nella sua camera di albergo. Si era sposato tre volte: nel 1920 con una baronessa russa, per legittimare la figlia Valentina, allora di sette anni; nel 1921, con Annalisa Ruegg; nel 1935, con l'americana Grace Wishaar, che gli sopravvisse e morì poi nel 1956 a Parigi. Fu eccellente giocatore di simultanee e di partite alla cieca. Il suo record come giocatore alla cieca, fu di 28 partite contemporanee (Parigi 1925, con il risultato + 23 = 3 -2). Come giocatore di simultanee, fu particolarmente attivo non solo in Europa, ma in America, in Islanda e in Giappone. Tenne sedute di simultanee anche in Italia, sempre con eccellenti risultati. Scrisse numerosi libri, alcuni di carattere storico e autobiografico sulla vita scacchistica nella Russia Sovietica (editi nel 1921) e sulla storia del suo cammino verso il campionato mondiale (editi nel 1932). Le sue opere più importanti, tuttavia, sono rappresentate dalle sue migliori partite, da lui stesso commentate: My best games of chess, 1908-1923 (London, 1927) di cui si fecero traduzioni in molte lingue, e il seguito: My best games of chess, 1924-1937 (London, 1939), cui C.H. O' D. Alexander fece ancora seguire un terzo volume nel 1949, riguardante il periodo 1939-45. Durante la seconda guerra mondiale fece pubblicare in Spagna l'opera in due volumi. Ajedrez Hipermoderno (Madrid, i945). Al nome di Alechin sono legate molte continuazioni, fatte poi proprie dalla teoria. Alechin fu un grande artista della scacchiera; del resto egli stesso scrisse testualmente: " Per me gli scacchi non sono un gioco, ma un'arte ". Sulla vita e sull'opera di Alechin il sovietico Kotov ha scritto due volumi (Schachmatnoe nasledle Alechina )L'eredità scacchistica di Alechin, Mosca 1954), pubblicati anche in tedesco; si tratta di un lavoro che mette in risalto tutti gli aspetti della personalità scacchistica di Alechin, da quelli che furono i procedimenti tecnici del grande campione alle innovazioni nel campo delle aperture, dall'intuito combinativo alla maestria tattica.

Adolph Anderssen Giocatore e problemista tedesco (Breslavia , 6.7.1818 - 13.3.1879 ). Professore di matematica al Friederich Gymnasium di Breslavia dal 1852 al 1879, si interessò agli scacchi dapprima come problemista. Nel 1842 publicò una raccolta di 60 problemi, sotto il titolo " Aufgaben für Schachspieler " (altra edizione nel 1852) in uno di essi appariva già in germe il tema Indiano, realizzato poi nel 1845 da Loveday, " Matto di Anderssen " fu chiamato, nei problemi il matto dato da una batteria formatasi nella soluzione, senza attraversamento della casa critica. Nel campo della partita dopo un inizio non brillante ( fu sconfitto in una sfida da Bledow nel 1845 e pareggiò con Harrwitz nel 1848) si impose all'attenzione mondiale vincendo il torneo internazionale di Londra 1851, davanti a Kieseritzky, Szen e Staunton. Nello stesso anno vinse anche il torneo del London Club, e batté Löwenthal in una sfida per 5 a 2. Nell'inverno 1858 incontrò a Parigi Morphy, in un match che fu considerato di campionato mondiale, e fu sconfitto (+2 =2 -7). Subito dopo, peraltro, riprese a vincere, in una serie continua di tornei e di sfide. Fu 1° a Londra nel 1862 davanti a L. Paulsen, Steinitz e altri undici maestri; 2° a Aachen nel 1868 dopo Lange, in un torneo in cui le patte non venivano conteggiate ; tornò a primeggiare nei tornei di Hamburg 1869, Barmen 1869 Baden-Baden 1870, Leipzig 1871, Altona 1872, Lipsia 1876. Si batté intanto, sconfiggendoli, con Löwenthal, Mayet, Suhle, Dufresne, Carstanjen, Hirschfeld, Kolisch, Minckwitz. Il sorgere dell'astro di Steinitz cominciò a offuscare la sua gloria. Battuto da Steinitz a Londra nel 1866 (+6 =0 -8), lo incontrò nuovamente nel torneo dell'Esposizione universale di Vienna 1873, e fu nuovamente superato, giungendo 3° dopo Steinitz e Blackburne, e rimanendo sconfitto in entrambe le partite giocate con lui. Per il periodo 1851-1857, e per il successivo periodo dal 1859 al 1866, fu considerato campione del mondo. Una sua partita "libera ", e cioè non in torneo, giocata con Kieseritzky nel 1851, fu chiamata " l'immortale".

Johann Baptist Allgaier Giocatore e teorico austriaco (Schussenried, 19.ó.1763 - Vienna, 2.1.1823). Indirizzato agli studi di teologia, li abbandonò presto per girare l'Europa. In Polonia apprese gli scacchi da alcuni israeliti: tornato in patria entrò al servizio dell'esercito. In varie sfide riuscì a vincere forti somme di danaro, il che lo invogliò a perfezionarsi nel gioco. La fama da lui acquistata lo fece prescegliere da alcune nobili famiglie come precettore del gioco: e a questi nobili discepoli dedicò la prima edizione del suo trattato " Neue theoretisch - praktische Anweisung zum Schachspiel " (Wien, 1795), che ebbe notevole fortuna e fu più volte ristampato (1796, 1811, 1819, 1823, 1834, 1841, 1843). Addetto alla sanità nel 1809 durante la campagna di Ungheria, fu richiamato nel 1813, e nel 1816, dopo essere stato assegnato ad un ospedale di guarnigione a Praga venne collocato in pensione. Nella sua opera egli illustrò non solo i giochi di Philidor, ma anche quelli di Lolli e Ponziani. Nelle edizioni 5 e 6, che furono rimaneggiate da C. De Santo Vito, compare per la prima volta il nome di "Gambetto Milanese " attribuito al seguito 5. d4 dopo 1. e4, e5 2. f4, ef, 3. Cf3, g5; 4. Ac4, g4.

Viswanathan Anand Questo notevole maestro indiano è nato a Chennai I'11 dicembre 1969. In realtà, Anand e il nome e Viswanathan il cognome, ma fu iscritto alla FIDE con i termini invertiti e tutti lo conoscono ora come Anand. Pochi giocatori, nella storia degli scacchi, sono riusciti in modo cosi limpido e naturale a mostrare la straordinaria facilità di Anand nel giocare. Esegue le sue mosse con insolita rapidità, e in in genere conclude la partita in poco piu di mezz'ora. Con questo ritmo, i risultati che ottiene sono stupefacenti; nel 1987 si classificò campione mondiale giovanile e nello stesso anno giunse secondo, dopo Csom, in un forte torneo disputato nella sua città natale. Nel 1991, nel torneo di Linares, battè Karpov e fece patta con Kasparov che battè poi nello stesso anno in una brillante partita a Tilburg. Classificatosi per i quarti di finale delTorneo dei Candidati fu eliminato di stretta misura da Karpov in un match intenso, in cui si mantenne in vantaggio durante quasi tutte le partite. Il gioco di Anand e ricco di idee, originale e di grande respiro tattico: ma soffre di un'evidente superficialità, e non potrebbe essere diversamente data la velocità con la quale gioca. È un ragazzo forte e molto simpatico, che prende gli scacchi come un divertimento, cosi dice almeno, che risponde con humour a tutti quelli che lo interrogano. Questa caratteristica gli permette di sconcertare e sorprendere molti suoi avversari, ma lo porta anche a commettere terribili errori in posizioni vincenti, come se realmente non gli importasse troppo vincere o perdere, il che può essere indicativo di un forte autocontrollo o di una grande frivolezza. Una cosa è evidente: Anand è uno dei giocatori con le maggiori attitudini nel panorama attuale del gioco degli scacchi in tutlo il mondo; ma se non riesce a concentrarsi e a superare la tendenza a giocare d'istinto, forse una reazione nervosa, non potrà raggiungere tutte le mete che gli sarebbero accessibili. Dopo diversi tentativi, Anand vinse finalmente il Campionato del Mondo di Scacchi FIDE nel 2000, battendo Aleksej Širov con il punteggio di 3 ½ a ½ nella finale giocata a Teheran, diventando il primo indiano a vincere questo titolo. Nel settembre 2007 Anand ha vinto a Città del Messico un torneo a sei giocatori valido per il titolo mondiale, subentrando a Vladimir Kramnik come campione del mondo dopo la riunificazione del titolo avvenuta nel 2006 con il match di Kramnik contro Veselin Topalov. Nello stesso anno gli è stato assegnato il Padma Vibhushan, la seconda più alta onorificenza civile indiana. Nell'ottobre 2008, a Bonn, Anand ha battuto Kramnik in un match valido per il titolo mondiale col risultato di 6 ½ a 4 ½ (+3 –1 =7), confermandosi campione del mondo. Nel maggio 2010 ha sconfitto a Sofia per 6 ½ a 5 ½ lo sfidante Veselin Topalov, riconfermandosi nuovamente campione. Nel maggio 2012 ha sconfitto a Mosca lo sfidante Boris Gelfand per 8,5 a 7,5, dopo una serie di 12 partite a tempo lungo terminata in parità e una serie di 4 partite di gioco rapido terminata 2,5 a 1,5, difendendo ancora una volta il titolo di campione del mondo. In novembre 2013 si è svolto a Chennai, sua città natale, il match di campionato del mondo contro lo sfidante Magnus Carlsen. Iniziato il 9 novembre e previsto al meglio delle dodici partite, si è concluso il 22 novembre dopo la decima partita, con il punteggio di 6 ½ a 3 ½ a favore di Carlsen (+3 =7 –0), che è così diventato il nuovo campione.

Nel Marzo 2014 Anand ha vinto il torneo dei candidati a Khanty-Mansiysk, Russia, guadagnando il diritto di sfidare Magnus per il titolo al villaggio olimpico di Soči dal 7 al 28 novembre. La gara è stata a senso unico e Viswanathan ha ceduto nuovamente e definitivamente le armi al giovane campione del mondo (info)

Paolo Boi Giocatore Italiano detto "Il Siracusano" (Siracusa,1528 - Napoli, 1598). Discendente da ottima famiglia, intelligente e vivacissimo, si diede presto agli scacchi. Ancor giovane si battè con Leonardo a Napoli con esito di paritá. Fu carissimo al Pontefice Pio V e a molti principi italiani, fra i quali , in modo particolare al Duca di Urbino, che lo tenne con sè per alcuni anni con l'onorario di trecento scudi annui. Anche egli ebbe l'onore di giocare in Spagna alla presenza di Filippo II e in Portogallo alla presenza di Re Sebastiano, ottenendo da entrambi entrate e benefici. Ai tempi della sua gioventù fu anche al servizio di Don Giovanni d'Austria, fratello del Re di Spagna: e ottenne questo incarico a mezzo di una lettera commendatizia, rilasciatagli dallo stesso Re Filippo II. Fu un uomo insofferente di quiete, e viaggiò mezzo mondo, sempre traendo dal gioco i mezzi di vita: secondo i calcoli del Carrera il Siracusano guadagnò agli scacchi oltre 30.000 scudi. Si battè perfino con i Turchi in Ungheria: gli storici non sono però su questo punto d'accordo, giacchè il Salvio narra che il Siracusano si battè con i Turchi quando, tornando dalla Spagna, fu da quelli catturato nel golfo di Lione. Come era già accaduto al Puttino il Siracusano giocò la sua libertà con il Turco che comandava i pirati, lo vinse e gli portò via anche 2000 zecchini. Dimorò per alcun tempo anche a Genova poi a Milano (o a Venezia secondo il Carrera dove si battè con un tizio che si valeva di arti occulte e che potè essre vinto solo con la recita di varie orazioni. Morí nel 1598 a Napoli, avvelenato dal suo servitore per i quattrini, secondo il Salvio; di morte naturale, per dolor di stomaco cagionato dalle fatiche della caccia, secondo il Carrera. Neppure sul luogo della sua sepoltura i due maggiori stiirici sono d'accordo; Salvio lo da seppellito a S.Luigi, e il Carrera nella Chiesa di S.Francesco da Paola in Napoli. Entrambi però concordano nel ricordare che le esequie furono sontuosissime con l'intervento di principi e cavalieri napoletani. Fu di carattere altero, di alta statura, vivace e pronto anche nel gioco, a differenza del Puttino che era piuttosto lento.

Michail Botvinnik Giocatore sovietico ( Pietroburgo, 17.8.1911). Grande maestro e arbitro intrernazionale per la composizione dal 1956. A soli 20 anni vinse il campionato dell'U.R.S.S,. che rivinse nel, 1933, 1939, 1941, 1945 e 1952. La serie dei suoi successi è imponente, si classificò 1° a Leningrado nel 1933, e nel 1934, 1° ex æquo con Flohr a Mosca nel 1935 e 2° dopo Capablanca a Mosca nel 1936, 1° a Nottingham nello stesso anno, a pari punti con Capablanca, e quindi 1° a Leningrado (1939), a Mosca (1941, 1944 e 1945), a Groningen (1946), di nuovo Mosca (1947). Dopo aver battuto nettamente Ragozin nel 1940 (+5 =7-0), nel 1948 prese parte al torneo per il campionato mondiale, svoltosi in parte all'Aia e in parte a Mosca, e lo vinse con 14 punti, superando Smyslov, Keres, Reshewsky ed il precedente campione del mondo Euwe . Nel marzo 1951 fu sfidato da David Bronstein in un match per il campionato del mondo, terminato in parità (+5 =14 -5); lo superò tuttavia nel torneo di campionato russo del 1951, terminando al 5° posto. Si classificò 3° dopo Keres e Geller nel torneo di Budapest 1952 (18 partecipanti), e nello stesso anno divenne campione delI'U.R.S.S. vincendo il XX campionato, dopo uno spareggio con Tajmanov . Sfidato da Smyslov per il campionato del mondo (1954), riuscì a terminarlo in parità (+7 = 10 -7), conservando ancora il titolo. Dopo un risultato non eccellente nel campionato sovietico del 1955 (3° ex æquo con Ilivitzkij , Petrosjan e Spasskij ), fece un giro per la Svizzera, tenendo sedute di simultanee insieme a Flohr . Fu nuovamente sfidato dal trentaseienne Smyslov nel 1957 a Mosca, e dovette soccombere (+3 =13 - 0), ma nel 1958 riprese lo scettro di campione in un match che peraltro non soddisfece pienamente (+7 =11-5). Nel marzo - aprile 1960 fu sfidato da Tal , e fu sconfitto (+2 =13 -0), ma nel 1961 ripeté l'exploit del 1958, e riuscì vittorioso nelle rivincita (+10 =0 -5) riconquistando il titolo. Partecipò al torneo di Hastings 1961-62, e lo vinse senza perdere alcuna partita, ma nel 1963 perse la sfida con Tigran Petrosjan per il campionato del mondo (+2 =15-5). Partecipò al torneo di Noordwijk (Olanda) del 1964 in memoria di Noteboom e lo vinse senza alcuna sconfitta, davanti a sei grandi maestri e a un maestro internazionale. Nel 1966-67 vinse il torneo di Hastings, e nel novembre 1967 giunse 2° insieme a Smyslov nel grande torneo di Palma di Maiorca, a 1/2 punto dal danese Larsen . Questo stesso risultato si ripeté a Montecarlo nel 1968. Nel torneo Hoogoven 1968-1969 giocato a Wijk an Zee, si classificò di nuovo 1° a pari punti con Geller, dopo aver condotto il torneo per lungo tempo, e senza alcuna sconfitta. Botvinnik ha partecipato a diverse edizioni delle Olimpiadi, contribuendo con i suoi eccellenti risultati ai successi della squadra sovietica. Nel 1970 ha partecipato al" match del secolo", realizzando punti 2 1/2 su 4 contro Matulovic . Scrisse vari libri, fra i quali un libro sul suo
match con Flohr (Leningrado, 1933: +2 =8 -2); un libro sull'incontro Alechin-Euwe del 1937, un libro sul suo match per il campionato mondiale con Smyslov, ed un altro sulla rivincita del 1958. Raccolse e commentò le sue più belle partite del decennio 1926-1936, in un libro che poi rielaborò e completò nelI' opera "Izbranie partij (Partite scelte)": 1926- 1946 (Leningrado, 1949): una antologia che ebbe varie traduzioni in molte lingue. L'opera sua maggiore, in campo non scacchistico, è " Regolazione del movimento e della statica della macchina sincronica (1949)". Nel suo migliore periodo, Botvinnik raggiunse un livello di gioco tanto elevato, che uno dei suoi biografi, F. Reinfeld , cosi intitolò un libro illustrativo dell'attività scacchistica di Botvinnik : " Botvinnik , I'invincibile " (Filadelfia, 1946).

Evfim Bogoljubov Giocatore russo (Stanislawtzik, presso Kiev, 14.4.1889 - Triberg, 18.ó.1952). Grande maestro. Dopo avere iniziato studi teologici, li abbandonò per il Politecnico di Kiev. Fra i suoi primi successi, va ricordato il 4° posto ottenuto a Varsavia nel 1910, con solo un punto e mezzo di distacco dai vincitori Rotlewi e Rubinstein. A 24 anni, già si classificò 2° su 20 concorrenti nel torneo di Wilna, a 1/2 punto da Hromadka. Si trovò a Triberg nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, e fu dapprima internato, ma fu presto lasciato libero, e poté partecipare ininterrottamente a sette tornei per maestri russi svoltisi a Triberg vincendo il torneo del 1914, tre tornei del 19l5, il primo del 1916 classificandosi 2° (ex æquo con Selesnev ) nell'altro torneo tenutosi nello stesso anno, e infine 3° nel torneo del 1917. Dopo una serie di brillanti risultati (1° a Berlino nel 1919; 1° a Stoccolma nello stesso anno e di nuovo 1° nell'anno successivo, 1°a Kiel nel 1921; 1° a Pistyan nel 1922, davanti a Alechin, Spielmann, Reti, Sämisch, Tartakower e altri 13 concorrenti ,1° a Karlsbad nel 1923, a pari merito con Alechin e Maroczy, colse nel 1924 a Mosca un significativo successo nel torneo di campionato dell'URSS vincendolo davanti a 17 maestri. L'anno successivo, il 1925, segnò forse l'apice della sua carriera, vedendolo 1° a Breslavia davanti a Nimzowitsch, Rubinstein e altri nove maestri, 1° a Leningrado, nel campionato russo, e, infine, 1° nel grande torneo di Mosca 1925, davanti a Lasker, Capablanca, Marshall, Tartakower, e altri 16 maestri di primo piano. La serie delle sue vittorie, dopo di allora, e lunghissima, avendo egli partecipato a un centinaio di tornei. Giunse 1° nei seguenti tornei: Berlino 1926, Brema 1927, Kissingen 1928, Berlino 1928, Swinemünde 1931 (ex æquo con Rödl), Pyrmont 1933, Aachen 1933, Nauheim 1935, Saarow 1935, Elster 1936 (ex æquo con Rellstab, Elster 1938, Stoccarda 1939, Berlino 1940 Cracovia 1940 (ex æquo con Kohler) Krefeld 1941, Radom 1944, Lüneburg 1947, Kassel 1947 Flensburg 1947, Pyrmont 1949, Oldenburg t949 (ex æquo con Zemgalis), Cuxhaven 1950 (ex æquo con Pfeiffer e Rellstab). Nel torneo di zona di Bad Pyr Mont 1951 vinto da Gligoric si classificò 7°, nel maggio 1952 riuscì 14° nel torneo di Belgrado, a pari punti con Grunfeld e Golombek. Dieci giorni prima della morte, giocava ancora con successo in un torneo di Friburgo. Sostenne oltre 22 sfide, vincendo contro Salwe, Rabinovic, Selesnev, Bardeleben, Nimzowitsch Kupchik, Rolnanovskij, Euwe, Stahlberg, Rödl, Müller, e, già sessantenne, contro Grob e Kieninger. Dovette soccombere contro Alechin nei matches per il campionato mondiale: nel 1929, in una specie di match girovago giocato a Wiesbaden, Heidelberg, Berlino, L'Aia, Rotterdam, Amsterdam, L'Aia, Wiesbaden, perse con la scarto di sei partite (+5 =9 -11), nel 1934, in altro match ambulante fra Baden-Baden e Berlino attraverso dieci città, perse nuovamente ( + 3 = 15 -8). Riuscì a pareggiare a Varsavia, in un match non di campionato (+l =0-1). Fu anche sconfitto nei matches contro Spielmann (di stretta misura. +3 =3 -4), contro Ahues, contro Eliskases e contro Euwe (Karlsbad 1941: +2 =3-5)~ Come teorico pubblicò vari scritti, di cui il più importante fu la monografia sull'apertura 1.d4, d4 (Triberg, 1928 ) di cui si fecero versioni in russo e spagnolo. Raccolse in tre volumi le partite classiche dell'epoca moderna (Berlin-Leipzig, 1926 -1928), e pubblicò in un volume le migliori partite di Cigorin (Leningrad, 1921). Scrisse un libro sul suo match del 1934 con Alechin per il campionato mondiale e un altro sui tornei moscoviti del 1925. Naturalizzato tedesco dal 1925, fu anch'egli accusato di simpatie verso il nazismo, e fu per lungo tempo ufficialmente "dimenticato". Solo poco prima della morte la F.I.D.E. gli riconobbe il titolo di Grande Maestro.

Raul CapablancaGiocatore Cubano (L'Avana , 19-11-188, 8-3-1942). Si dice che avesse imparato a giocare a scacchi guardando giocare il padre, si da poterlo battere. A 8 anni poté frequentare, solo al sabato, il locale circolo scacchistico, ove conobbe i più forti giocatori della capitale. A 12 anni si misurò con J.Corzo , campione del circolo, e lo vinse (+4 =4 -2) dopo aver perduto le prime due partite. Sospese poi per vari anni l'attività scacchistica per completare i suoi studi. Nel 1904 si recò negli Stati Uniti per perfezionarsi nella lingua inglese e poter frequentare la Columbia University; faceva intanto saltuarie apparizioni al Manhattan Chess Club di New York , dove si battè in partite lampo, nelle quali si dimostrò abilissimo. Si iscrisse alla facoltà di ingegneria chimica, ma poi abbandonò gli studi per dedicarsi allo sport e, nuovamente, agli scacchi. 11 primo serio incontro fu da lui affrontato contro il campione americano Marshall a New York nel 1909: lo vinse nettamente (+8 = 14 -1). L'anno successivo partecipò al torneo di New York, dove giunse 2° a mezzo punto da Marshall , e finalmente riuscì; a imporsi nel grande torneo di S. Sebastiano (1911), dove riuscì 1° vincendo contro Bernstein e Nimzowitsch, e relegando Marshall al quarto posto. Dopo questo successo, si recò a Buenos Aires , e quindi a Montevideo, Bahia Blanca, La Plata; partì poi per un viaggio in Europa, sostando in Olanda, Danimarca, Germania, Austria, Francia c Inghilterra , senza peraltro esplicare una attività scacchistica rilevante. Nel 1913 riprese a combattere partecipando al torneo di New York riuscì 1° vincendo tutte le tredici partite. Nello stesso anno vinse il torneo Rice. Nel frattempo era entrato a far parte del personale del ministero degli esteri di Cuba, che lo inviò come prima destinazione a Pietroburgo. Qui partecipò al grande torneo del 1914, nel quale si classificò 2° dopo Lasker, davanti ad A lechin, Tarrasch e Marshall . La scia dei suoi successi fu, dopo il 1914, ininterrotta. Vinse gli importanti tornei di New York 1915, 1916 e 1918, e di Hastings 1919; intanto batteva in matches individuali Teichmann (Berlin 1913: + 2 = 0-0); Mieses ( Berlin 1913: +2 =0 -0); Kostic (due matches a Buenos Aires e all'Avana). Terminata la prima guerra mondiale, Capablanca sfidò per il campionato del mondo Lasker; I'incontro si svolse nel 1921 all'Avana, c terminò con la netta vittoria di Capablanca (+4 =10-0). Subito dopo, questi riprese a partecipare a tornei: vinse quello di Londra del 1922 si classificò 2° a New York nel 1924; giunse 3° a Mosca nel 1925, e 1° a Hopatcong nel 1926. Riuscì ancora 1° a New York nel ]927, senza perdere alcuna partita: ma in quello stesso anno, sfidato da Alechin , perdette il campionato del mondo in un match a Buenos Aire conclusosi con la vittoria del russo che vinse 6 partite contro 3, e 25 patte. Questa sconfitta non demoralizzò Capablanca , che riprese a vincere nei tornei di Berlino 1928; Budapest 1928; Ramsgate1929; Budapest 1929; Barcellona 1929 Hastings 1929-30; New York 1931; Mosca 1936 (davanti a Botvinnik , Flohr, Lilienthal, Ragosin, Lasker e altri quattro maestri, senza perdere alcuna partita); Nottingham 1936 (ex æquo con Botvinnik , e lasciando al VI° posto Alechin , che riuscì a battere nel confronto diretto) Parigi 1938. Intanto si batté ad Amsterdam (1931) contro Euwe , non ancora campione del mondo, e lo vinse (+2 =8- 0). Fu anche ottimo teorico: la sua opera Chess fundamentals (London, 1921) ebbe varie edizioni, e fu tradotta in tedesco, russo, spagnolo e serbo. "Anche A primer of chess" (London, 1935) ebbe varie traduzioni, in russo, olandese e svedese, e cosi pure My chess career (London, 1920), tradotta in russo e serbo. Nonostante il gran numero di tornei ai quali partecipò, scrisse un libro su un solo torneo, e precisamente sul torneo di Avana 1913, nel quale Capablanca giunse 2° dopo Marshall . Non raccolse in libri le sue partite, in ciò discostandosi dai grandi maestri del suo tempo; ma altri provvidero a questo compito, fra i quali (The immortal games of Capablanca, New York, 1942) . Fu uno dei pochi campioni mondiali, con Cigorin e Lasker , la cui effigie sia stata riprodotta su francobolli commemorativi, validi per la normale affrancatura postale (serie di Cuba 1951). 11 nome di Capablanca e rimasto nella storia scacchistica come sinonimo di giocatore estremamente preciso, dai procedimenti tecnici semplici ed eleganti. Notevolissimo fu l'influsso di Capablanca su numerosi campioni della successiva generazione: Flohr, Botvinnik, Smvslov per citarne alcuni. Va comunque detto che la famosa semplicità di gioco del grande cubano era accompagnata da un eccezionale intuito, per cui egli sapeva cogliere in pochi minuti le continuazioni più adeguate alle esigenze della partita. Nel suo periodo aureo Capablanca venne chiamato " infallibile" , "la macchina pensante " ; addirittura leggendario fu il periodo decennale dal 1915 al 1924, in cui egli non perse alcuna partita. In tutta la sua carriera egli ottenne (considerando 583 le partite ufficiali da lui giocate) 302 vittorie, 246 pareggi e 35 sconfitte. Tra le recenti pubblicazioni sulla sua attività e sulla sua vita va ricordata quella del sovietico Panov (Kapablanka, Mosca 1970, pag. 271) , giunta in pochi anni alla terza edizione.

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Magnus Carlsen (Tønsberg, 30 novembre 1990) è uno scacchista norvegese, attuale campione del mondo. È diventato Grande Maestro nel 2004, all'età di 13 anni, 4 mesi e 27 giorni, il terzo più giovane giocatore ad aver raggiunto questo titolo. È stato definito "il Mozart degli scacchi" per il precocissimo talento e per la apparente naturalezza con cui ottiene i suoi alti risultati. Nella lista FIDE di gennaio 2010 ha raggiunto un Elo di 2810 punti, al 1º posto della graduatoria mondiale. All'età di 19 anni e 1 mese, è stato il più giovane giocatore a raggiungere la prima posizione nella classifica mondiale. La rivista Time, a pochi giorni dalla pubblicazione della nuova lista Elo FIDE, gli ha dedicato un articolo con intervista. Ha vinto per quattro volte (2009, 2010, 2011, 2012) il prestigioso Oscar degli scacchi assegnato dalla rivista 64. Ha raggiunto il punteggio di 2861 punti Elo (superando così il precedente record di 2851 punti appartenente a Garry Kasparov, stabilito nel luglio 1999) nella lista FIDE di gennaio 2013, nella quale risulta primo davanti al già Campione del mondo Vladimir Kramnik e all'armeno Levon Aronian. Raggiunse il punteggio Elo di 2872 nel febbraio 2013, ed il suo attuale punteggio Elo (marzo 2014) è 2881. Nel marzo del 2011 il parlamento norvegese gli ha conferito il prestigioso premio Årets Peer Gynt, riservato a cittadini norvegesi che si sono particolarmente distinti a livello internazionale. Match Mondiale Nel 2013 Carlsen sfida Anand per il titolo mondiale di scacchi. Definita da molti come la sfida del secolo si rivela, almeno per le prime partite, una brutta copia degli spettacolari match tra Kasparov e Karpov di qualche tempo fa a causa delle partite quantomai teoriche, finite poi patte, che hanno caratterizzato i primi quattro incontri del mondiale. Nella quinta partita però Carlsen riesce ad entrare in un finale favorevole e strappare la partita ad Anand, portandosi in vantaggio. Nella sesta partita il mondo scacchistico pensa che il campione del mondo tenti di recuperare subito lo svantaggio, ma Carlsen, entrato nuovamente in un finale favorevole, costringe il suo avversario a giocare una singola linea di patta. Anand resiste tenacemente ma alla mossa 45 commette un piccolo errore e Carlsen riesce a tramutarlo, circa 10 mosse dopo, in una vittoria. Sotto di due punti dopo sei partite Anand tenta di ritrovare calma e pensieri ma il tentativo di risollevare il match, avvenuto nella nona partita con un attacco all'arma bianca sul re di Carlsen, si rivela in realtà una disfatta a causa di un clamoroso errore di Anand che sbaglia la difesa e perde la partita e il titolo. Sopra di tre punti, nella decima partita Carlsen ottiene una patta giocando il finale con un cavallo in meno e si laurea nuovo campione del mondo di scacchi a soli 22 anni, secondo per età soltanto al leggendario Garry Kasparov.

Pietro Carrera Teorico e giocatore italiano ( Militello, 1573 - Messina, 1647 ). Mentre compiva gli studi sacerdotali visitò molte città siciliane; nel 1597 conobbe a Palermo Il Siracusano già vecchio. Divenuto sacerdote fu nominato cappellano di S.Maria della Stella in Militello, e fu preso a benvolere dalla consorte del principe di Pietraperzia, donna Giovanna. Per compiacere costei scrisse un poemetto in latino sugli scacchi la Pessopedia che ci è pervenuto solo in parte; nel 1617 scrisse e publicò il grande trattato Il gioco degli scacchi di don Pietro Carrera diviso in otto libri che fu il primo libro stampato a Militello. Trasferitosi dopo la morte del Principe a Messina, poi a Canicattí, indi a Catania, publicò varie opere di erudizione e storia locale e, nel 1635, un libello polemico contro il Salvio: La risposta di Valentino Vespaio in difesa di don Pietro Carrera contro l'apologia di Alessandro Salvio. Non giocò spesso in partita viva, ma vinse il Cascio in varie partite giocate in presenza del Principe di Petrapezia; si misurò anche con il Beneventano(Salvatore Albino) e, secondo le sue asserzioni si dimostrò superiore. Il trattato del Carrera è teoricamente importante, ma è sopratutto utile come fonte di notizie sui giocatori del suo tempo.

Michail Ivanovic Cigorin Giocatore russo (Gatcina presso Pietroburgo, 12. 11.1950 - 25.1 1908). Indirizzato alla carriera diplomatica, si dedicò poi esclusivamente agli scacchi. La prima sua partecipazione ad un torneo lo vide terminare al primo posto Pietroburgo, 1879) davanti ad Alapin , Solosov e altri. Nel torneo di Berlino, 1881, giunse 3° alla pari con Winawer e davanti a tredici altri concorrenti, a Londra, nel 1883, giunse 4°, ma vinse entrambe le partite contro Steinitz . Incoraggiato da questo precedente, e da altre sfide vinte contro Alapin , Schiffers e De Rivière , nel 1889 sfidò Steinitz per il campionato del mondo, ma il match (tenuto all'Avana, dopo un viaggio per mare tempestoso che disturbò molto Cigorin ) si chiuse con la sua sconfitta (+6 = 1 -10). Vinse alla pari con Weiss , il grande torneo di New York dello stesso anno; giunse pure 1° a Budapest (1896), Mosca (Campionati russi del 1899 e 1901), kiew (1903), Pietroburgo (190)). In un torneo di gambetti a Vienna nel 1903 giunse pure 1° confermando la sua maestria nei giochi brillanti. Nel torneo di Hastings del 1895 giocò assai bene ma calò sensibilmente negli ultimi giorni, finendo 2° dopo il giovane Pillsbury . In un match telegrafico con Steinitz riuscì vittorioso, il che gli offri l'occasione per chiedere una rivincita del match dell'Avana ma fu di nuovo sconfitto (1892: +8 =5 -10). Salvo Steinitz , tutti gli altri suoi avversari nelle sfide individuali poterono al più pareggiare ( Gunsberg , Tarrasch ,), fra gli sconfitti, Schiffersy , Charousek , Lasker (Brighton 1903 : +2 =3-1) e Salwe . Fu un tipico combattente da match, con un gioco brillante e impetuoso. Vinse in tornei internazionali, 23 premi: un risultato numericamente superiore a quello conseguito dal suo irriducibile avversario, Steinitz . Non scrisse molto: raccolse le partite del torneo di Mosca 1904, e rielaborò il " Lehrbuch" di Dufresne in una pubblicazione in lingua russa (Pietroburgo, 1898). Collaborò tuttavia con numerosi articoli alle riviste russe "Schachmatnyj Listok" (1876 - 1881), " Schachmatyi Vestaik" (1885 - 1887), e "Novoe Vrernj" (1890 - 1907) . La scuola sovietica nell'intento di esaltare le tradizioni scacchistiche russe ha ingigantito la figura di Cigorin , dedicandogli scritti non inferiori per numero e per profondità di ricerca a quelli pubblicati per i massimi campioni di tutti i tempi. Tutti i critici sovietici hanno posto l'accento sulle condizioni storiche nelle quali Cigorin fu costretto a svolgere la propria attività ( Cigorin apprese il gioco tardi; fondò una rivista, ma non poté raggiungere il numero degli abbonati necessario per fronteggiare i costi, fu costretto ad affrontare Steinitz in condizioni sfavorevoli), e sulla genialità del suo gioco in opposizione a quello cerebrale di Steinitz.

Leonardo Giovanni da Cutro Giocatore Italiano originario di Cutro in Calabria (circa 1552- circa 1597) e chiamato spesso Leonardo di Bona, o anche "il Puttino" per la sua piccola statura. Era giovinetto quando, essendo in Roma come studente di legge si battè con Lopez e rimase sconfitto. Venne allora a Napoli, dove per due anni si addestrò con un suo zio e diventò così valente da poter battersi onoreveolmete con Paolo Boi. Ritornato a Cutro avvenne che un suo fratello fu catturato dai saraceni: ma il Puttino riuscì a liberarlo giocandone la libertà a scacchi con il capo dei pirati, cui guadagnò anche la cospicua somma di 200 ducati. Passò quindi a Genova poi a Madrid, dove si battè nuovamente con Ruy Lopez in presenza di Filippo II, con tanto onore, che si guadagnò la benevolenza del Re dal quale ottenne benefici e favori. Ritornato in Italia apprese la notizia della morte della moglie, e ne rimase tanto addolorato che ripartì subito per Lisbona. Ivi in presenza del Re del Portogallo, giocò con un moro celebre per la sua abilità e lo vinse. Ritornato a Cutro ricco di doni morì poi a 45 anni alla corte del Principe di Bisignano avvelenato per invidia.

Lopez Ruy De Segura Prete spagnolo di Zafra, famoso giocatore di scacchi del XVI secolo. Nel 1560, secondo gli storici moderni, o sotto il pontificato di Gregorio XIII (1572-1585), secondo la narrazione del Salvio>, venne a Roma per ottenere un beneficio, e colà si batté con Leonardo da Cutro, sconfiggendolo facilmente. Alcuni anni dopo si incontrò nuovamente con Leonardo> a Madrid, a 50 scudi a partita, ma rimase nel complesso inferiore. Un successivo match giocato davanti a Filippo II, Re di Spagna, terminò ancora con esito sfavorevole, e analogo risultato ebbe un incontro con Paolo Boi, il Siracusano. Lopez> divenne sopratutto famoso per il suo trattato Libro de la invencion liberal y arte del juego del Axedrez muy util y provechosa,> stampato ad Alcala nel 1561, dedicato a don Carlos. L'opera ebbe notevole fortuna, e già nel giugno del 1561 una copia del libro fu inviata a Ercole II da un informatore degli Estensi a Madrid. Fu tradotta in italiano dal Tarsia nel 1584, e dal duca di Brunswick in tedesco nel 1616, sotto il nome di Gustavus Selenus. Lopez trascurò completamente i problemi, ma diede grande importanza al gioco pratico, e, nonostante gli errori, può considerarsi il primo teorico del gioco.

Ercole Del Rio Teorico e problemista italiano (Guiglia, circa 1720 - circa 1800). Dopo aver compiuto gli studi legali, e dopo aver soggiornato per un certo tempo a Reggio, si trasferì nella capitale del ducato a Modena, dove raggiunse la carica di consigliere di giustizia. Nel 1750 pubblicò, per i tipi di Francesco Torri e senza il nome dell'autore, il suo unico libro: Sopra il gioco degli scacchi. Osservazioni pratiche d'Anonimo autore modense. In esso incluse 18 aperture, di cui 5 con tratto al Nero, e 5 aperture di gambetto di Re, definito peraltro "giuoco pericoloso e mal sicuro ". Nella parte II espose, in notazione, varie "finite" di giochi, di cui le prime 12 sono veri e propri problemi con il matto in un numero preciso di mosse; seguono 15 finali. Aggiunse un capitolo sul valore dei pezzi, e una dimostrazione del matto di Re, Alfiere e Cavallo contro Re solo. Sebbene molto conciso, il libro dell'"Anonimo modenese" esercitò una profonda influenza sui trattatisti italiani dell'Ottocento. I'accettazione dell'arrocco libero, l'affermazione del " passar battaglia ", rimasero dopo di lui, codificate come vere e proprie regole della scuola italiana. I suoi precetti sulla condotta del gioco, compendiati in una Lettera dell'Anonimo autore modenese ad un amico , pubblicata per la prima volta nel 1763 dal Lolli nel suo grosso 2° volume, e più volte ripubblicata nelle numerose edizioni del manuale del Colombo e nelle "Sottigliezze" edite dal Giusti, furono considerati come non più discutibili. Il suo libro, già divenuto raro nel primo ventennio dell'Ottocento, fu ristampato a Milano nel 1831 e nel 1860, e nel 1863 fu trasfuso per intero dal libraio Rossi di Livorno nel "Manuale del gioco degli scacchi e della dama", senza indicazione della fonte. Verso il 1800 Del Rio preparò per lo stampatore Solini una nuova pubblicazione per la quale aveva aggiunto le recensioni delle opere dello stesso monsignor Ponziani e l'olandese Stein, e preparato una " Semicenturia di partiti ": ma la morte gli impedì il completamento di questa nuova opera, di cui rimasero manoscritte alcun parti. Anche come compositore, Del Rio occupò un posto importante, avendo lasciato oltre cinquanta composizioni, sparse ne1 suo libro, nelle varie edizioni del Ponziani, e nella "Semicenturia " manoscritta. Fra le sue più note composizioni e la "finita " n. VII, in cui presentò il noto tema della caccia.

Deschapelles  Giocatore francese (Ville d'Avray, 7.3.1780 - Parigi, 27.10.1847 ). Allievo della scuola militare di Brienne, a 14 anni entrò nell'armata di Sambre-et-Meuse, e nella battaglia di Fleurus perse la mano destra. Fatto prigioniero a Baylen dagli inglesi, riuscì a evadere. Rientrato in patria, si dedicò esclusivamente, agli scacchi, salvo un breve periodo in cui fu impiegato nei tabacchi francesi. e dal 1815 ai 1820 primeggiò negli ambienti scacchistici parigini. In una sfida a tre dell'aprile 18213 Deschapelles perse contro Labourdonnais, ma si dimostrò superiore a Cochrane, tuttavia in un match individuale questi riuscì superiore, avvantaggiato dalle sue profonde nozioni teoriche, mentre Deschapelles, poco portato allo studio, doveva praticamente analizzare le aperture fin dalle prime mosse (il che, fra l'altro, spiegava la lentezza del suo gioco). Un incontro con Lewis nello stesso anno vide nuovamente sconfitto Deschapelles, che dava però il vantaggio di Pedone e tratto (+0 =2-1). La sua forza non era nella teoria, ma nella pratica. Nelle partite non del tutto ortodosse, come in quelle nelle quali dava il vantaggio di Donna o di Torre contro due Pedoni supplementari, da aggiungere nella sua metà della scacchiera, era invincibile. In un match con Labourdonnais (1836) in cui a turno ognuno dei contendenti dava il vantaggio della Donna contro 8 Pedoni vinse per 2 a 1 e una patta. Nell'agosto del 1836 ebbe occasione di giocare con il conte Camillo di Cavour in visita a Parigi, e lo vinse facilmente. Contro il giocatore tedesco Wilhelm Schulten vinse nel 1842 un match, dandogli vantaggio di Pedone e due tratti (+2 =2 -1). In quello stesso anno a Parigi batté di misura Saint Amant (+3 =0-2). Fu chiamato a partecipare alla sfida per corrispondenza fra il circolo di Parigi e quello di Westminster (1834, 1836), nonché alla famosa sfida Parigi-Pest (1843) vinta dal circolo di Pest. Rifiutò, tuttavia, di collaborare nella prima sfida e nella seconda, dopo aver dapprima accettato, si ritirò quando vide che gli altri componenti della squadra ( Salnt-Amant, Calvi, Devinck, Laroche e gli altri ) non intendevano seguire la sua proposta di giocare 2.../, f5 dopo 1. e4, e5, 2. Cf3. Fu pure eccellente giocatore di Whist, dama, di tric-trac e persino di biliardo, nonostante la mutilazione. Poco portato verso la teoria, non lasciò opere scritte. Nel campo del Whist, una sorta di bridge senza il " morto "fu definito da Jarnes Clay "giocatore fenomenale, il più grande, senza alcun confronto, che il mondo abbia mai visto " .Nel moderno gioco del bridge esiste un "colpo " che porta il nome di Deschapelles, di eccezionale effetto, secondo cui un difensore sacrifica una carta alta priva di sequenza, per tentare di creare una ripresa , nella mano del compagno oppure per " bruciare "una ripresa avversaria. Se si pensa che nel Whist le "mani " restavano celate, apparirà davvero fenomenale l'intuito di Deschapelles nell'applicare questo colpo.

Machgielis Euwe Giocatore olandese (Watergraafsmeer, 20.5.1901), Grande maestro. Professore di matematica, e poi direttore di un istituto di elettronica, si mise in luce nel torneo di campionato olandese svoltosi all'Aia nel 1919, nel quale si classificò 2° a mezzo punto dal vincitore. Dopo di allora prese parte a moltissimi tornei, collezionando una serie cospicua di vittorie. vinse i tornei di Nimwegen (1921), Amsterdam (1923), Scheveningen (1923),Hastings (1923), Weston sul mare (1924), Amsterdam (1924), Wiesbaden (1925), Utrecht (1926), Weston sul mare (1926), L'Aia (1928), Amsterdam (1929), Hastings(1930), L'Aia (1933), Amsterdam (1938) Hilversum (1939), Bournemouth (1939), Baarn (1939) Budapest (1940) Beverwijk (1940 e 1942), Londra, Leida, Maastrickt a Zaandam (1946), Reykjavik (1948), Copenhagen (1949), Amsterdam (1950), Berlino (1950). Partecipò al torneo di Lucerna (1950-51) e lo vinse davanti a Pilnik , Christoffele Glustolisi , e vinse parimenti il torneo di Gijon (1951), a solo l/2 punto da Pilnik . Fu superato solo da Golombek nel torneo di Paighton (Devonshire) dello stesso anno, mentre vinse il torneo di Beverwijk 1952. In questo stesso anno vinse il campionato d'Olanda a Enschede, e si classificò 3° a Zurigo dopo Lundin e Christoffek . Nel campionato d'Olanda (1954) riusci 2° ex æquo con Cortlever , a un punto da Donner . Sostenne numerosi matches. Si batté con Alechin per il campionato mondiale nel 1935 ad Amsterdam e in altre città olandesi lo vinse (+9 =13 -8) divenendo campione del mondo, due anni dopo, peraltro, dovette nuovamente restituire il titolo ad Alechin dal quale fu sconfitto per +4 =11-10. Nel 1948 tornò in lizza per la conquista del titolo mondiale, ma nel torneo-match per designare il successore di Alechin giunse ultimo. A parte questi incontri per il campionato mondiale, si battè con Alechin in altri matches nel 1927 ad Amsterdam (+2 =5-3 ) e in una serie di partite giocate nel 1937 ad Amsterdam e in altre città (+2 =2-l). Si dimostrò superiore a tutti i maestri olandesi, ma vinse numerosi matches anche contro grandi maestri stranieri. Battè ripetutamente Colle nel I924 e nel 1928; Spielmann nel 1932 ad Amsterdam (+2 =2 -0), Grob nel 1947 a Zurigo (+5 =1-0}, Pareggiò i matches con Flohr , con Maroczy ,usci sconfitto dagli incontri con Reti ad Amsterdam nel 1920 ( + 1 =0-3) e con Capablanca nel 1931 (+0 =8-2). Contro Bogoljuliov perse i matches del 1928 e 1929 ad Amsterdam, lo incontrò nuovamente a Karlsbad nel 1941, e lo vinse (+5 =3-2). Ha partecipato alle Olimpiadi del 1937, 1954, 1956, 1958. Scrisse anche moltissimi libri, che è impossibile elencare. I risultati della sua vasta esperienza come giocatore e teorico sono trasfusi nei dodici volumi della sua "Teoria delle aperture", nei dodici volumi del "Centro partita " e negli otto volumi dell'opera " Il finale di partita ", pubblicati in lingua tedesca nell'ultimo decennio. Essi costituiscono la " Summa " dei suoi insegnamenti. Nel 1970 è stato nominato presidente della F.I.D.E.

Karl Ernst Falkbeer  Giocatore austriaco ( Brünn, 27.6.1819 - Vienna 14.12. 1885) Giornalista e corrispondente di giornali liberali, nei giorni dell'ottobre 1848 dovette lasciare Vienna. Dopo un breve ritorno, si recò a Lipsia, e di qui, sempre come corrispondente, andò a Berlino, Brema, Dresda e altre città tedesche, finchè verso la fine del 1855, dopo aver fondato e diretto per nove mesi; la "Wiener Schachzeitung ", si trasferì in Inghilterra, dove rimase dieci anni. A Vienna nel 1850 si batté con Hamppe, dal quale fu sconfitto con minimo scarto (+15 =0 -16). A Londra pareggiò con Bird nel 1856, dopo essere stato sconfitto di misura da Brien nel 1855. Partecipò al torneo di Birmingham del 1858, e ottenne un punteggio pari a quello di Löwenthal, precedendo Owen, Brien, St.Amant, Salmon e Staunton. Lo spareggio gli fu sfavorevole (+1 =3 -3) e rimase secondo. Durante il decennio del suo soggiorno inglese, fu redattore del "Chess Player Magazine ", e della rubrica del " Sunday Times " di Londra dal 1857 al 1859. Dopo il 1864, ritornato a Vienna, diresse per lungo tempo la rubrica scacchistica della rivista viennese " Neue Illustrierte Zeitung ". Inventò il gambetto che porta il suo nome.

Robert James Fisher Giocatore americano (Chicago, 10.3.1943). Grande Maestro. Imparò il gioco a ó anni, insieme alla sorella Joan, dodicenne. A 8 anni " Bobby " già frequentava il Brooklin Chess club , e più tardi il Manhattan Chess Club . Nel 1956 partecipò ad un torneo di maestri, totalizzando 41/2 punti su 11, e vincendo la partita con Donald Byrne . Nello stesso anno vinse il campionato dei giovani, vittoria che ripeté nell'anno successivo; ma il 1957 vide il quattordicenne Fischer al 1° posto nel campionato libero a tutti e nel campionato ufficiale (1957-58), senza sconfitte. Poté. quindi, partecipare al torneo interzonale della F.l.D.E. a Portorose (1958), dove si classificò 5° ottenendo il titolo di grande maestro e la possibilità di battersi nel torneo dei candidati del 1959 in Jugoslavia. Vinse, intanto, anche il campionato ufficiale 1958-59 degli USA, davanti a Reshewskj , Sherwin, Burn e altri sette maestri e si classificò 3° (ex æquo con Ivkov ) nel torneo di Mar de la Plata 1959, dopo Najdorf e Pachman . Fra i suoi maggiori successi vanno ricordati gli otto campionati statunitensi (oltre ai campionati del 1958 e 1959, vinse i campionati del 1960, 1961, senza perdere alcuna partita, 1963, 1964, 1966, 1967: in quest'ultimo vinse tutte le partite, guadagnando 2.500 dollari e lasciando l'irriducibile suo avversario, Reshewsky , all'8°-10°oposto). Vinse, ex æquo Spasskij , il torneo di Mar de la Plata 1960; giunse 2° senza perdere alcuna partita a Bled nel 1961, dopo Tal, che peraltro riuscì a battere nel confronto diretto. Sempre all'Avana nel 1965 riuscì 4° a mezzo punto dallo stesso Smyslov . Prese parte al torneo di Santa Monica 1966, dove giunse 2°, di nuovo a mezzo punto dal vincitore Spasskij ; vinse il torneo di Montecarlo dell'anno successivo, davanti a Smyslov e ad altri otto maestri, fra i quali 6 grandi maestri. Prese parte alla XV Olimpiade (Varna, 1962), alla XVI (Tel Aviv, 1964), alla XVII (L'Avana, 1966), alla XIX (Siegen, 1970). Vinse i tornei di Skopje (Jugoslavia) del 1967, di Nathania (Israele) del 1968, di Vinkovvi (Jugoslavia) dello stesso anno. Nel grande torneo " URSS contro Resto del mondo ", svoltosi a Belgrado nel 1970 e vinto dal I'URSS, ottenne un successo personale totalizzando punti 3 su 4, e vincendo successivamente a HerzegNovi un torneo " lampo " con 19 punti su 22, e lasciando al 2° posto Tal staccato di punti 4 1/2. Nel 1970 vinse il torneo di Rovigno-Zagabria , precedendo 17 partecipanti (10 GM) e nelI'estate dello stesso anno il torneo di Buenos Aires (18 partecipanti, fra i quali 11 grandi maestri) senza perdere alcuna partita. Verso la fine del 1970 vinse il grande torneo di Palma di Maiorca (15 grandi maestri e 9 maestri internazionali), nel quale distanziò il 2° classificato, Geller , di tre punti e mezzo. Nel match dei candidati al campionato del mondo per il 1971 fu opposto al sovietico Taimanov : lo batté nel maggio del 1971, a Vancouver (Canada), con l'inconsueto punteggio di 6 a 0. Successivamente nel luglio 1971 ha battuto Larsen nel match di semifinale di nuovo con il punteggio di 6 a 0. Fra i suoi scritti vanno ricordati due libri sostanzialmente autobiografici, "Bobby Fischer games of chess" (New York) seguito a dieci anni dopo da & quot; My sixty memorable game"

Boris Gelfand Qualche anno fa nessuno avrebbe dubitato che il nome più promettente tra i giocatori della nuova generazione sarebbe stato quello di Boris Gelfand, un giovane con occhiali e grosse labbra, nato in Russia il 24 giugno 1968. Aveva condiviso il primo posto nel Campionato Mondiale Giovanile del 1988, in cui era stato superato dal francese Joel Lautier, e aveva vinto il forte torneo open di Amsterdam nello stesso anno. Nel 1990 si era imposto in un importantissimo torneo open a Palma di Maiorca, e si profilava come un serio aspirante al Campionato del Mondo. Questa vittoriosa carriera cambiò di segno, sempre in termini relativi, a metà del 1990 e durante tutto il 1991; i risultati di Boris cominciarono a diventare ogni volta meno positivi (sempre tenendo presente l'altissimo livello in cui si muoveva), scadendo a un livello dal quale non riesce a risollevarsi. Ha giocato abbastanza male nel Linares 1991 e nel ciclo dei Candidati e stato eliminato da Nigel Short. Che cosa è accaduto a questo straordinario giocatore? Negli ultimi tempi sembra demotivato: gioca abbastanza rapidamente. si alza molto durante il gioco (a differenza di Ivancuk, è un giovane sereno ed equilibrato, che non ha, apparentemente, problemi nervosi) e sembra indifferente al destino della partita. Nell'opinione di alcuni esperti. questa apparente mancanza di motivazione potrebbe essere una fuga psicologica dall'estrema tensione di una partita a scacchi, per non soffrire eccessivamente, Boris potrebbe essersi persuaso che, dopo tutto, il risultato non è cosi importante. È certo che se non riesce a superare questo stato d'animo, la sua carriera come possibile campione mondiale rimarrà troncata. È giovane, e talvolta si è dimostrato molto ambizioso, e perciò si può sperare che questa situazione sia transitoria. Per lo più, Gelfand è un giocatore eccellente, che padroneggia alla perfeziolle tutti gli aspetti del gioco e il cui stile è caratterizzato da un elevato equilibrio dinamico.

Gioacchino Greco Giocatore italiano del secolo XVII detto "il Calabrese" perché nato a Celico, presso Cosenza in Calabria. I genitori furono probabilmente popolani, poiché alcuni suoi MSS, ritenuti autografi, sono scritti in pessimo italiano. Nel primo ventennio del 1600 lo si trova a Roma dove riusciva a campare con i proventi del gioco, protetto da alti prelati il cardinale Savelli, mons. Corsino della casa Minutoli Tegrini, mons. Francesco Buoncompagni. A questi suoi protettori dedicò alcune copie manoscritte di un trattato scacchistico, una delle quali trovasi ancora nella biblioteca Corsiniana in Roma con il titolo di "Trattato del nobilissimo gioco de scacchi ", datata L'Anno MDCXX. Nel 1621 si recò a Nancy alla corte del duca Enrico di Lorena, al quale dedicò (5.7.1621) una splendida copia, riccamente miniata, del suo trattato, dichiarato " di Gioacchino Greco Calabrese MDCXIX ". Questo codice menbranaceo trovasi nella Nazionale Centrale. di Firenze, Il trattato fu molto bene accetto dal duca, che ne fece fare una traduzione in francese da Guillaume Polydore Ancel, trascritta in uno splendido codice membranaceo miniato in possesso della Biblioteca di Dresda fin dal 1764. Da Nancy si portò a Parigi, dove si batté con il duca di Nemours, il sig. Arnault le Carabin, e il sig. Chaumont de la Salle. Riuscì a guadagnare molto danaro ma ebbe poi l'infelice ispirazione di recarsi in Inghilterra, dando modo ai briganti di rubargli 5.000 scudi durante il viaggio, A Londra si rifece in parte, giocando Nicholas Mount Stephen e Sir Francis Godolphin, ai quali dedica altre copie del suo trattato. Nel 1624 era già di ritorno a Parigi, dove trascrisse altre copie del suo trattato, talvolta affidando a copisti il titolo e una parte del testo completandolo poi di suo pugno. Passò poi in Spagna dove giocò alla corte di Filippo IV con don Mariano Morano. Tornato in Italia, a Napoli si 1asciò indurre ad accompagnare un gentiluomo spagnolo nelle Indie Orientali, dove morì prima del 1634, lasciando tutti i suoi beni ai gesuiti. Il suo trattato, del quale circolavano molte copie manoscritte, fu stampato per la prima volta in inglese nel 1656 da F. Beale; apparve poi una traduzione francese del 1669 dedicata da N. Pepinguè a Louvois, ministro di Luigi XIV dal 1666. Questa traduzione fu ristampata nel 1689 ed ebbe molto successo, tanto che non solo se ne fecero numerose edizioni ma fu spesso trasfusa per intero in molte Accadémies des ieux. L'irnportanza del Greco non risiede nella correttezza degli impianti di gioco, ma nella genialità delle mosse e nella abbondanza di tranelli il che, come osservò il Ponziani, "è estremamente utile per eccitare l'immaginazione".

Daniel Harrwitz   Giocatore di origine tedesca, trasferitosi giovanissimo in Inghilterra (Breslavia 29.4.1823 - Bolzano, 9. l. 1884). A 25 anni era già noto come giocatore alla cieca ed era bravissimo nelle partite rapide e brillanti. Di professione commerciante, non partecipò a tornei, salvo uno (Manchester, 1857) dal quale fu eliminato fin dal primo turno. Sostenne invece vittoriosamente molte sfide: per tre volte batté Williams a Londra (1846: +3 =0-2, 1852: +7 =3 -2 ,1853 : +7 =3 -2), ma riuscì superiore pure contro Horwitz (+6 =1 -4), Walker (+5 =0-3), Medley (+11 =0 -7), Mayet (+5 =2 -2), Horwitz (Brighton 1849: +7 =2 -4). Giocò alla cieca contro Kieseritzky 18 partite con l'esito +5 =2-11. La sua sfida più importante fu con Löwenthal terminata dopo una difficile lotta con la sua vittoria (Londra, 1853: +11 =10 -10) e in questo stesso anno battè Szen a Berlino (+3 =1-1). Fra le sue sconfitte, vanno ricordati i matches sostenuti contro i campioni mondiali del suo tempo: Staunton (dal quale fu battuto a Londra nel 1846 per (+9 = 1 -12); Anderssen (dal quale fu battuto a Parigi nel 1858 per +1 =3-3) Morphy (dal quale fu battuto pure a Parigi nel 1858, per +2 = 1 -5). L'ultimo suo match di un certo rilievo fu combattuta a Londra nel 1860 contro Mongrédien, e terminò con una sua vittoria. Lasciò una sola opera scacchistica compilata durante 1'estate 1862 nell'isola White: il "Lehrbuch des Schachspiefs "(Berlin, 1862); un libro elegantemente rilegato in tela rossa con una scacchiera impressa in oro nel piatto anteriore, che ebbe però scarsa fortuna.

Vasilij Ivancuk VasiliJ Ivancuk. un ragazzo magro e molto nervoso, è nato in Ucraina il 18 marzo 1969. Si distinse in età giovanile e nel 1986, a 17 anni. vinse un importante torneo internazionale a Tallin. Nel 1987 giunse secondo nel Campionato Mondiale Giovanile, del quale era il favorito, e nello stesso anno vinse il torneo di L'vov (Leopoli). Nel torneo di Linares del 1989 compí la prodezza di occupare il primo posto davanti a Karpov e la sua definitiva consacrazione si verificò nella stessa città andalusa nel 1991, giungendo primo da solo, davanti a Kasparov e Karpov che battè nei confronti individuali, Jusupov, Salov, Speelmann, Beliavskij, Ljubojevie, Gelfand, (Gurevitch, Anand e Kamskij. Fu uno dei tornei più forti di tutti i tempi (categoria 17). Successivamente subí alcuni insuccessi: occupò il terzo posto nel torneo internazionale di Tarrasa, 1991, vinto dal britannico Michael Adams, e fu eliminato da Arthur Jusupov nelle lotte per la Candidatura dello stesso anno. Ivancuk è un giocatore straordinario, che unisce a una profonda conoscenza degli aspetti strategici, una visione tattica, sicura e penetrante. Quando si profilava come una promessa di straordinarie possibilità, I'ex campione mondiale Anatolij Karpov, che fu suo maestro, disse:"sarà campione del mondo, se i nervi glielo consentiranno". Infatti il tallone d'Achille di questo giovane di cosí notevole talento sta nel sistema nervoso che controlla con molta difficoltà. Sono famosi i suoi sfoghi nervosi tanto se sta vincendo quanto se sta perdendo: in un'occasione dopo aver commesso un errore cominciò a picchiare la testa in modo violento contro un muro e un'altra volta passeggiando per la sala mentre il suo rivale pensava alla mossa da fare fece sobbalzare tutti premendo il campanello con il quale l'arbitro indica l'inizio delle partite. A Siviglia durante una passeggiata cadde improvvisamente al suolo svenuto perchè un cane gli aveva abbaiato da dietro un'inferriata. e alla cerimonia di chiusura del torneo di Linares 1989 che aveva vinto cominciò a cantare a squarciagola canzoni della sua terra. Tutto ciò resterebbe confinato nell'aneddotica se Vasilij conservasse il controllo dei nervi durante la partita; ma non è cosi. Spesso "cede" nell'ultima parte del gioco quando il tempo preme e la tensione diventa insopportabile. A volte riesce a controllarsi; ma altre volte crolla e perde partite che mai avrebbe dovuto perdere. Il suo principale nemico sta quindi in se stesso nello scarso controllo che è in grado di esercitare sulla sua fragile struttura nervosa. Questa è l'incognita, la principale incognita che il futuro, il solo che possieda la risposta, rivelerà.

Anatolji Karpov Anatolij Evgenevic Karpov è nato il 23 maggio 1951 a Zlatoust, una città di circa 200 mila abitanti situata sul versante occidentale dei monti Urali. Poco dopo la sua nascita l'intera famiglia, con la madre Nina e la sorella Clarissa, si trasferí a Mosca perchè il padre Evgenij Stepanovic doveva conseguire il diploma di ingegnere meccanico. In quell'epoca il piccolo "Tolja" era cosí gracile che i medici temevano per la sua stessa sopravvivenza: nessuno avrebbe pensato che, diventato uomo, avrebbe potuto dar prova di tanta tenacia e resistenza psicofisica. Compiuti gli studi il padre rientrò in fabbrica a Zlatoust con un incarico di maggiore responsabilità; fu lui a insegnare il gioco al figlio in età precoce, tra i quattro e i cinque anni. Dopo le prime partite in famiglia nuove malattie allontanarono per un pò Karpov dagli scacchi, ma a soli sette anni gli amici più grandi lo introdussero alla sezione scacchistica dello stabilimento metallurgico, dove ben presto conquistò la terza categoria. La sua eccezionale predisposizione si manifestò rapidamente: bruciate la seconda e la prima categoria conquistò il titolo di candidato maestro a dodici anni non ancora compiuti, un record che non era riuscito neppure al pur precoce Boris Spasskij. Grazie a ciò la sua fama si estese ben oltre i confini della provincia di Celjabinsk (di cui Zlatoust fa parte) e alla fine del 1963 Karpov venne selezionato per seguire i corsi di Michail Botvinnik, che dal 1948 e fino a quell'anno aveva retto quasi ininterrottamente lo scettro di campione del mondo, in quel periodo si stava ritirando dall'agonismo attivo per poter trasmettere alle nuove generazioni la sua profonda scienza scacchistica. Per questo fondò una scuola per giovani talenti che funzionava su due livelli: per corrispondenza durante il periodo scolastico e con brevi seminari durante le vacanze. Agli inizi il giovane allievo non destò grande impressione nelle partite simultanee di allenamento, e anche nella soluzione di studi e problemi scacchistici era piurtosto mediocre. Negli anni seguenti però il gioco di Karpov cominciò ad assumere dei contorni più precisi ispirato dallo studio delle partite di Capablanca il suo stile era semplice quasi povero ma estremamente efficace; a sorreggerlo c'era già un carattere maturo e una forte determinazione agonistica. Karpof a differenza di molti suoi coetanei giocava mosse naturali nel pieno rispetto delle esigenze posizionali senza mai forzare la mano; benchè cercasse sernpre la vittoria non gli mancava la saggezza di sapersi accontentare quando il pareggio appariva come lo sbocco più logico della lotta. Cosí divenne maestro nel 1966 e vinse il suo primo torneo internazionale nel' 67 in Cecoslovacchia a Trsinec, dove venne inviato per errore dalla federazione scacchistica sovietica che credeva si trattasse di un torneo giovanile ! Il seguito è una serie ininterrotta di successi , campione europeo dei giovani ncl 1968 campione del mondo dei giovani nel 1969 (una gara che i sovietici non riuscivano ad aggiudicarsi dal 1955) e infine grande maestro nel l970. In questo periodo lo seguiva da vicino uno dei più famosi grandi maestri russi dcl dopoguerra, Semjon Furman che resterà suo amico e allenatore fino alla prematura scomparsa verso la metà degli anni '70. Il 1971 e 1972 sono gli anni del trionfo di Fischer che vince il campionalo mondiale sbaragliando Taimanov, Larsen, Petrosjan e il campione uscente Spasskij con punteggi severissimi. Per i russi è una doccia fredda, e quando cominciarono a guardarsi intorno per trovare una risposta all'enigma di come riportare in patria il titolo trovano solo karpov : un gioco che ancora non convince ma con risultati in costante progresso. Il momento della verità arriva con il torneo interzonale di Leningrado del 1973 prima qualificazione per gli aspiranti al match mondiale previsto per il 1975. Karpov è ancora giovane e prima dell inizio dichiara: "Questo ciclo del campionato mondiale non è per me" , ma alla fine dopo aver vinto imbattuto a pari merito con Kortschnoi si mostra più fiducioso e dice: "Cattivo quel soldato che non sogna di diventare generale ". E infatti nel corso del 1974 elimina gli altri candidati Polugajevskij, Spasskij e Kortschnoi conquistando il diritto di contendere il titolo a Bobby Fischer. L'americano è assente dalle scene da quasi tre anni, per il match propone regole bizzarre che la FIDE, nel tentativo di non perdere definitivamente uno dei più grandi genii degli scacchi, può accettare solo parzialmente. La verità appare evidente: Fischer non ha nessuna intenzione di rientrare e lascia scadere l'ultmatum del 2 Aprile. Il presidente della F.I.D.E. ed ex campione del mondo Max Euwe tergiversa ancora per 24 ore, ma il 3 Aprile si vede costretto a dichiarare Karpov nuovo campione del mondo per forfait dell'avversario. L'incoronazione avviene a Mosca il 24 aprile 1975 con una solenne cerimonia, proprio nella Sala delle Colonne dove dieci anni piu tardi Karpor vivrà il momento più critico di tutta la sua carriera. Dopo la conquista del titolo il giovane campione, a differenza di molti suoi predecessori, non si potrà permettere il lusso di una lunga vacanza o di un minore impegno nelle gare e nella preparazione: in tutto il mondo, infatti, i critici del suo stile di gioco, magari senza aver visto neppure una delle sue partite, gli rinfacceranno la colpa non sua di aver vinto senza giocare. E Anatolij risponderà alle critiche con i fatti, vincendo nell'ultimo decennio più tornei internazionali di qualsiasi grande maestro del passato. Per la cronaca ne ha giocati 32, classificandosi 22 volte primo assoluto e 5 volte primo a pari merito, mentre le sue peggiori prestazioni sono 2 quarti posti ex æquo ! In questi 32 tornei ha perso solo 18 partite su 395 e si è perfino sforzato di rendere il suo gioco più spettacolare. Nel 1978 a Baguio e nell '8l a Merano ha mantenuto il titolo in due match vittoriosi contro Kortschnoi, in cui tra l'altro si è dovuto sobbarcare il compito di difensore della patria, con lo sfidante e la stampa occidentale che in ogni modo inquinavano la competizione con strumentalizzazioni politiche. Qualcuno potrà obiettare che a Karpov , dopo la vittoria su Kortschnoi del 1978, non sarà certo dispiaciuto farsi ricevere da Breznev in persona per essere decorato con l 'Ordine di Lenin, ma questo non diminuisce lo stress psicologico sostenuto da questo piccolo uomo nel corso della prova. Sotto il profilo non scacchistico le note biografiche su Karpov ci dicono che da giovane è sempre stato uno studente modello, tanto che alla scuola media da lui frequentata a Zlatoust ancora oggi il suo banco viene riservato ai primi della classe! Laureatosi in economia politica a Leningrado, dove ha vissuto per alcuni anni, si è poi trasferito a Mosca. Qui, nel 1980, si è sposato ed ha avuto un figlio, ma al matrimonio è seguita dopo circa due anni la separazione. È membro del Comitato Centrale del Komsomol (gioventù-comunista-leninista dell'unione Sovierica) e direttore del diffuso periodico scacchistico russo " 64 " ; ciò dimostra che non ha mai perso di vista il ruolo, e i relativi vantaggi, a cui è chiamato un personaggio pubblico nel sistema sovietico. Tra i suoi hobbies primeggiano la musica (di tutti i generi) e il collezionismo di francobolli; gioca a biliardo e a tennis, ma riguardo allo sport non gli spiace limitarsi a fare da spettatore: nel 1982, per esempio, si recò in Spagna per seguire i mondiali di calcio.Un uomo positivo, quindi, senza problemi esistenziali? Non si direbbe: il suo romanzo preterito è Un eroe del nostro tempo di Michail Lermontov, un autore dell'800 romantico schivo e ribelle.

Garry kasparovQuando nacque il 13 aprile 1963 si chiamava Garry Kimovic Vainstein. Era il cognome del padre, di origine ebrea, che morí quando Garry aveva solo sette anni; la madre Clara e i nonni, con cui visse nel periodo successivo, portavano il nome armeno Kasparian, da cui deriva la forma russa Kasparov ufficialmente adottata a dodici anni. Il padre ingegnere suonava il violino e voleva indirizzarlo verso lo studio della musica, ma cambiò idea quando si accorse che il figlio aveva appreso da solo le regole degli scacchi, all'età di sei anni, semplicemente guardando i genitori giocare. Infatti una sera i coniugi Vainstein avevano tentato di risolvere un problema tratto da un giornale locale, ma senza riuscirvi. II piccolo aveva osservato attentamente e la mattina successiva diede la soluzione esatta, messo alla prova dimostrò di conoscere a memoria anche la notazione delle case (a1, b4, ecc.). Kasparov apparteneva a quella categoria di bambini che vengono definiti "prodigio" : aveva imparato a leggere e a fare addizioni molto prima di andare a scuola e aveva una memoria formidabile. A sette anni cominciò a frequentare i corsi di scacchi della Casa dei Giovani Pionieri di Baku , dove impressionò l'istruttore per l'incredibile capacità di calcolo e apprendimento. In questa fase il parallelo con Karpov è inevitabile: alla fine del 1973 Garry era già candidato maestro e allievo della scuola di Botvinnik. L'ex campione del mondo si accorse subito del grande talento con cui aveva a che fare, prese a curarlo personalmente, nacque un'amicizia che dura ancora oggi. Attratto dallo stile combinativo di Alekhine, Kasparov era fortissimo nelle conclusioni eclatanti, ma difettava di senso posizionale e spesso, eccitato dalla possibilità di effettuare brillanti sacrifici, muoveva d'impulso senza riflettere abbastanza, l'allenamento e lo studio costante portarono a un graduale miglioramento tecnico e di conseguenza questo suo difetto, I'eccessivo ottimismo, si attenuò. All'inizio del 1976 arriva cosi il primo, memorabile successo: la vittoria del campionato Juniores delI'Unione Sovietica. Dalla prima edizione di questo torneo, nel 1934, nessuno era mai riuscito ad aggiudicarsi il titolo a meno di tredici anni di età e i giornali sovietici cominciarono a vedere in lui il successore di Karpov. Per la sua definitiva consacrazione a livello internazionale bisogna aspettare ancora un paio d'anni: nel 1978 a Minsk vince il primo torneo di alto livello, quindi ottiene la qualificazione alla finale del campionato sovietico dove coglie un eccellente nono posto con il 50% dei punti (sedici dei suoi avversari erano grandi maestri). Nel 1979 vince il torneo internazionale di Banja Luka in Jugoslavia con due punti di distacco sullo svedese Andersson , uno dei più forti giocatori occidentali, e realizza la prima norma di Grande Maestro: solo Fischer a quindici anni era riuscito in simili imprese. La scalata è inarrestabile, nel 1980 vince il campionato del mondo under 20 e ottiene il titolo di grande maestro; nell'81 conquista l'ultimo primato diventando a 18 anni il più giovane campione dell'Unione Sovietica. Il suo indice Elo è già uno dei più alti del mondo (2630), mentre il suo stile di gioco entusiasma i redattori delle riviste specializzate: spettacolare, generoso, aggressivo sono gli aggettivi più usati. Le dichiarazioni per la valorizzazione delle componenti artistiche e creative del gioco, contro quelle sportivo-pragmatistiche che con Karpov hanno dominato negli anni '70, fanno il resto affinchè Kasparov diventi il nuovo beniamino del pubblico. I tornei lo costringono a lunghe assenze da casa, ma Garry non manca di diplomarsi in lingue con ottimi voti ( facile, con una memoria come la sua...), di scrivere un libro sulla difesa Siciliana assieme al suo trainer Nikitin , e di commentare le sue partite per la nuova rivista scacchistica Azerbaigiana. Nelle sue notazioni non si limita a dare varianti e seguiti di mosse, ma chiare spiegazioni dei concetti e delle idee, da cui traspare un livello culturale elevato, nemmeno paragonabili, secondo l'americano Erick Schiller , a quello di Bobby Fischer. Il suo tempo libero lo trascorre tra la musica pop, le buone letture (Per chi suona la campana di Hemingway) e l'attività sportiva a cui attribuisce una grande importanza. ( E le ragazze? ), gli viene chiesto. "Per ora non c'e tempo, ho altri obiettivi" . A ben guardare di obiettivo gliene rimane ormai uno solo: il campionato del mondo, e puntualmente, nel 1982, lo troviamo al primo posto del torneo interzonale con grande distacco sul secondo classificato. A 19 anni è uno degli otto candidati alla sfida con Karpov! Dopo aver eliminato Beliavskij per 6 a 3 lo aspetta il match contro l'irriducibile Kortschnoi . È senza dubbio l'ostacolo più impegnativo poichè nell'altra semifinale si devono incontrare l'ex campione del mondo Smyslov , che a 61 anni sta vivendo una stagione particolarmente felice, e l'ungherese Ribli , obiettivamente meno competitivi. Ed è quí che entrano in scena altri protagonisti, non previsti dal copione: il presidente della FIDE Campomanes e la Federazione scacchistica sovietica. Campomanes, un pò arbitrariamente, sceglie Pasadena in California come sede di gioco per Kortschnoi-Kasparov e Abu Dhabi negli Emirati Arabi per Smysiov-Ribli (in nome della diffusione degli scacchi nel sud del mondo, ma un pò troppo caldo nel mese di agosto!). La Federazione sovietica è contraria e dopo un'aspra polemica ritira i suoi due giocatori; Kasparov non sembra molto contento ma obbedisce. Addirittura c'è chi vede in tutta questa faccenda la longa manus di Karpov : per avvalorare questa tesi il campione incautamente afferma che il ragazzo farebbe bene a non scalpitare. Il mondo degli scacchi e sull'orlo della spaccatura; mentre Campomanes dichiara Kortschnoi e Ribli vincitori per forfait, i russi minacciano di organizzare un campionato del mondo alternativo. Dal canto loro i grandi maestri piu famosi firmano una petizione in cui chiedono che tutto venga risolto in modo positivo. Infine al Congresso della FIDE di Manila i forfait vengono annullati, la Federazione sovietica si assoggetta a pagare a Kortschnoi un congruo risarcimento danni e a interrompere il boicottaggio che lo perseguita da quando vive in occidente. I due match vengono regolarmente giocati a Londra nel dicembre del 1983; Kasparov inizia male con una sconfitta a cui seguono quattro pareggi piuttosto scialbi. Poichè il match e di sole 12 partite i suoi fans cominciano a preoccuparsi, ma per fortuna Victor il terribile crolla nel finale: risultato 7 a 4. Il resto è storia recente: nella primavera dell'84 Garry si sbarazza agevolmente dell'ammirevole Smyslov e conquista il diritto a sfidare il campione del mondo.
Garry Kasparov strappò nel 1985 la corona di compione mondiale di scacchi ad Anatolij Karpov . Per molte ragioni Kasparov è diventato uno dei più importanti compioni del mondo nella storia degli scacchi, fors'anche il più importante considerando la vastità dei suoi interessi nel variopinto universo scaccchistico. La sua presenza nella competizione ha portato numerosi cambiomenti nel mondo della scacchiera, provocando anche una rivoluzione a livello organizzativo con la fondazione della PCA (Professional Chess Association), attuata nel 1993, per rendersi autonomo dalla F.I.D.E. .

PAUL PETROVIC KERES Giocatore sovietico di origine estone (Narva, 7.1. 1916). Grande maestro. É stato uno dei più grandi giocatori di ogni tempo per l'eleganza del gioco combinativo e per il numero e la qualità dei successi conseguiti, che più di una volta lo hanno portato a d un passo dalla candidatura al titolo mondiale. Postosi in evidenza in tornei studenteschi locali nel 1932 e 1933, anni in cui svolse con successo anche una certa attività nel campo del gioco per corrispondenza si affermò definitivamente nel 1935, quando vinse il campionato dell'Estonia e ottenne alla Olimpiade di Varsavia sulla prima scacchiera un eccellente risultato. L 'anno successivo fu 1°- 2° con Alechin a Bad Nauheim e 3°- 4° a Zandwoort nel 1937 fu 1°-2° a Margate, 1°- 3° a Ostenda, 1° a Praga, 1° a Vienna, 4°-5° a Kemeri, 2°-4°a Parnu, l° a Semmering Baden. Nel 1937-38 giunse 2°-3° ad Hastings. Nel 1938 fu 2° a Noordwijk e 1°-2° al grande torneo A.V.R.O., considerato valido per designare il candidato al titolo mondiale, gli eventi bellici fecero però naufragare la possibilità di organizzare il match con Alechin . Nel 1939 Keres partecipò al torneo di Margate (1°) e, dopo il torneo delle Nazioni in Argentina, a quello di Buenos Aires (1°-2°). Nel 1940 sconfisse Euwe in un match (+6 =3 -5), ma più che il risultato, fece sensazione la superiorità e la profondità del gioco messo in mostra. Nel 1941 si classificò 2° al torneo Leningrado-Mosca; nel 1942 1° a Tallin e 2° sia a Salisburgo che a Monaco dopo Alechin ; nel 1943 vinse ancora una volta il campionato estone, fu 2° a Praga, 1° a Posen, 1°- 2° con Alechin a Salisburgo e 1° a Madrid. Dopo la fine della guerra Keres entrò a far parte della vita scacchistica russa: 1° nel 1945 sia a Riga che a Tallin ; 1° nel 1946 al campionato della Georgia (fuori concorso). Nel 1947 vinse il campionato dell'URSS e fu 1° a Parnu. Nel 1948 si classificò 3° -4° al campionato del mondo, ottenendo un piazzamento inferiore a quello che i pronostici gli avevano assegnato; quello di mancare all'appuntamento finale con il titolo mondiale sarà il grande dramma della carriera di Keres . Anche al torneo dei candidati del 1950 la prova di Keres (4°) tradì in parte l'attesa; nello stesso anno egli riprese quota, vincendo il campionato dell'URSS e confermando il successo l'anno dopo. Nel 1952 giunse 1° a Budapest; nel 1953 vinse a Tartu e fu 2°-4° al torneo dei candidati di Zurigo. Nel 1954 Keres prese parte a diversi incontri internazionali a squadre nel 1954-55 fu 1°-2° ad Hastings e nel 1955 2° al torneo interzonale di Goteborg. Di nuovo fu 2° al torneo dei candidati l'anno dopo; successivamente sconfisse Unzicker in match con il punteggio di (+4 =4 -0). Nel 1957 fu 2°-39 al campionato URSS e 1° sia a Mar del Plata che a Santiago; nel 1957-58 1° ad Hastings. Nel 1959 fu 3°-4° a Zurigo e nuovamente 2° al torneo dei candidati. Nel 1961 si classificò 1° a Zurigo e 3°-5" a Bled. Nel 1962 ancora una volta, ma in forma più drammatica, falIí la vittoria al torneo dei candidati e dovette contentarsi del 2°-3° posto con Geller, che poi sconfisse in match. In appresso l'attività di Keres divenne limitata, ma i risultati e il gioco rimasero come sempre brillanti. Nel 1963 fu 1°-2° a Los Angeles; nel 1964-65 1° ad Hastings; nel 1965 1°-2° a Marianske Lazne e fu sconfitto da Spasskij nel match di selezione per la candidatura al titolo mondiale; nel 1967 3°-4° a Winnipeg; nel 1968 1° a Bamberg; nel 1969 3°-4° a Wijk aan Zee e 2° a Luhacovice; nel 1970 1° a Budapest. In questo stesso anno sulla decima scacchiera ha battuto Ivkov con il punteggio 3:1 nell'incontro URSS "Resto del mondo". Nel 1971 ha vinto il torneo internazionale di Tallin. Keres di ha partecipato alle Olimpiadi del 1935, 1937, 1939 con la squadra estone, e dal 1952 al 1964 con la squadra russa. Keres ha fornito numerosi e interessanti contributi nel campo della teoria delle aperture; egli stesso è considerato scacchista di grande cultura teorica, come testimoniano del resto varie sue opere, tradotte anche all'estero (due volumi sulla teoria delle aperture; una monografia sulla Difesa Francese; un saggio sul finale di Donna e Pedone contro Donna ). Alla penna di Keres appartengono altresì il lucido commento delle partite del torneo-match per il campionato mondiale del 1948 e una raccolta autobiografica di 100 partite, opera obiettiva e tra le più interessanti di questo genere.

Lionel Felix Kieseritzky  Giocatore lettone ( Dorpad, 1.11.1806 - Parigi, 9.5.1853). Insegnante di matematica a Dorpad, lasciò questa città nel 1839 per stabilirsi a Parigi. Ivi si mise in luce come giocatore geniale, inferiore solo a Labourdonnais. Nel 1846 battè a Londra Horwit (+7 =1 -4 ) e nell'anno successivo sostenne vittoriosamente una sfida di 18 partite alla cieca con Harrwitz ( +11 =2 -5 ). Tornato a Parigi, nel 1850 battè in una serie lunghissima di partite Schulten ( +107 =10 -34 ). Partecipò al torneo di Londra del 1851, ma ebbe la sfortuna di essere opposto al primo turno ad Anderssen e fu eliminato (+0 =1 -2 ). Riuscì invece 2° nel torneo del London Chess Club , tenuto nello stesso anno. Nelle partite libere, giocate con i più forti giocatori del suo tempo, Mayet, Anderssen e altri, riuscì spesso superiore. Diresse dal 1849 al 1851 il giornale " La Régence ". Nel 1846 raccolse in un volume 50 partite, in gran parte giocate da lui stesso, adoperando una notazione esclusivamente numerica, nella quale i pezzi maggiori erano indicati con maiuscole da sinistra a destra ( A B C D E F G H ) ed i pedoni dalle minuscole (a b c d e f g h ).

Viktor Korcnoj Giocatore sovietico (Leningrado, 23.7.193l). Grande maestro. Nel 1947 e nel 1948 fu campione URSS dei giovani. Nel 1954 e 1956 fece parte della squadra URSS al campionato mondiale degli studenti. Partecipo a diversi campionati dell'URSS, conquistando il primo posto nel 1960, 1962, 1964, 1970. Intensa e costellata di grosse affermazioni la sua carriera in campo internazionale, specie negli ultimi dieci anni, dopo che ebbe acquistato completa fiducia nei suoi mezzi tattici, Korcnoj è infatti un giocatore dallo stile personale, amante della difesa attiva che sa abilmente trasformare in controgioco. Ecco una panoramica della sua carriera: nel l954 1° a Bucarest; nel I955-56, 1°-2° ad Hastings; nel l959 1° a Cracovia ; nel 1960 1°-2° a Buenos Aires, nel l961, 1° a Budapest; nel 1962 4°-5° al torneo interzonale di Stoccolma con diritto a partecipare al torneo dei Candidati di Curaçao ; nel l963 1° a L'Avana; nel 1964 2°-3° a Belgrado nel 1965 1° a Gyula, 1° a Erevan, nel 1966 1° a Bucarest e 1° a Soci; nel 1967 1° a Leningrado e 1° a Budva mentre a Sousse (2°-4°) conquistò il diritto a partecipare al torneo dei Candidati, nel 1968 fu 14 a Wijk aan Zee e 1° a Palma di Maiorca. In quest'anno Korcnoj; superò Reshawsky (5 ½- 2 ½) e Tal (5 ½- 4½) nei matches di selezione per la candidatura al titolo mondiale, ma venne sconfitto da Spasskji nel match finale (3½- 6½ ), fu considerato pertanto 3° nella graduatoria mondiale con diritto a partecipare direttamente al successivo torneo dei Candidati. Nel l969 Korcnoj si classificò 1° a Sarajevo, 1"-2° a L'Avana, 3°*4ò a Palma di Majorca; nel 1970 realizzò 1½ punto su 4 contro Portisch nell' incontro "URSS - Resto del mondo " e fu 2°-5° a Rovinj. Nel 1971, dopo aver vinto il torneo di Wijk aan Zee, ha sconfitto Geller nel primo match per la candidatura al titolo mondiale (5½ -2½) ma è stato poi superato da Petrosjan nel match di semifinale. Nel biennio 1966-1968 Korcnoj è stato uno dei più forti giocatori del mondo in senso assoluto e ha fornito splendide illustrazioni dell'arte di difendersi. Caratteristica fondamentale di Korcnoj e la tenacia sia nel difendersi, sia nel cercare a tutti i costi la vittoria anche quando la situazione sulla scacchiera o quella della classifica potrebbero sconsigliarlo.

Louis Charles De Labourdonnais Giocatore francese (Isola Bourbon, 1797 - Londra, 13.12.1840). Fu considerato il più grande genio scacchistico francese dell'ottocento. Di famiglia benestante, fece i suoi studi nel collegio Enrico IV di Parigi, sposatosi con una inglese, gli accadde di perdere gran parte dei suoi beni in seguito a cattive speculazioni in St. Malò , si che visse praticamente dei proventi del gioco degli scacchi. Giocava un franco a partita, e per un certo tempo godé di uno stipendio di 1.200 franchi, come segretario del Circolo di scacchi di Parigi. Nel 1824 si recò in Inghilterra, dove si fece fama di giocatore fortissimo, battendosi con i migliori giocatori di Londra. Nel 1833 diede alle stampe un trattato in due volumi, tradotto poi in russo e spagnolo, dal titolo " Nouveau Traité du jeu des échecs " ( Paris, Au Café de la Régence, 1833} dedicato a M. Lebreton Deschapelles. Nel primo libro trattò le aperture, il centro e le partite a vantaggio, nelle quali egli eccelleva; nel secondo, pubblicò 60 diagrammi con problemi e finali di partita, aggiungendo le regole del gioco, quali si praticavano a Parigi. Fra queste, la seguente : "Se taluno pone inavvertitamente il proprio Re sotto scacco e non se ne accorge prima che l'avversario muova questi può, con il tratto successivo, prendere Donna dicendo scacco al Re " (v. Verdoni ). In un altro viaggio a Londra del 1834, pose le basi per un incontro con l'irlandese Mac Donnel considerato il miglior giocatore del Westminster Club di Londra. L'incontro svoltosi in 6 riprese, terminò con la vittoria del francese (+44-14-30). La 39ª partita di questo match fu descritta in versi da Méry, sotto il titolo " Une revanche de Waterloo " (Paris, 1836), e gran parte delle partite del match fu raccolta da Lewis ( "A selection of games at chess played at the Westminster chess Club between Mr. L.C. de la Bourdonnais and english amateur of first rate skill, London, 1835" ) sia dal segretario del Westminster Club, William Greenwood Walker nel 1836, insieme ad altre di Mac Donnell. Ancora nel 1868, "Les six matches joués entre de la Bourdonnais et Mac Donnell " formarono oggetto di un libro di Sanson, pubblicato a Parigi in quell'anno. Labourdonnais sostenne ancora altri matches: uno con Szen nel 1836 a Parigi, terminato con una sconfitta di stretta misura (+12 =0-13) e un altro con l'inglese Church nel 1837, nel quale la vittoria era pattuita a favore di colui che per primo avesse vinto 51 partite. Il 29.4.1837 Labourdonnais era in vantaggio per 40 partite vinte contro 5 perdute, e l'avversario abbandonò. Fra le benemerenze di Labourdonnais va ricordata la fondazione, insieme a Méry della rivista " Le Palamède " che diresse dal 1836 alla cessazione, avvenuta nel 1839. La rivista risorse nel 1842, sotto la direzione di St. Arnant.

Emanuel Lasker Giocatore tedesco (Berlinchen, 24.12.1868 - New York, 13.1.1941). Figlio di un ministro della locale sinagoga, imparò gli scacchi dal fratello maggiore Berthold di otto anni più anziano allora studente in medicina all'università di Berlino. Dopo aver compiuto gli studi inferiori si iscrisse all'Università come studente di matematica e cominciò a frequentare i caffè degli scacchisti, vincendo nel 1889 il torneo del Kaiserhof di Berlino . Nello stesso anno a Breslavia si tenne il sesto congresso dell' Associazione Scacchistica Germanica (i precedenti si erano tenuti nel 1870 a Baden-Baden, nel 1881 a Berlino, nel 1883 a Norimberga nel 1885 ad Amburgo e nel 1887 a Francoforte sul Meno) al quale erano abbinati due tornei, uno magistrale e uno principale. Lasker partecipò a questo secondo e lo vinse, ottenendo cosi il titolo di maestro (il torneo magistrale fu vinto da Tarrasch ). Ciò gli permise di partecipare al torneo magistrale di Amsterdam nell'estate del 1889, nel quale si classificò 2°, la sua partita con Bauer , con il famoso doppio sacrificio di Alfiere divenne un classico della letteratura scacchistica. In quello stesso anno si batté con Bardeleben a Berlino e lo vinse (+2 =1 -1); intanto vinceva, a pari punti con il fratello Berthold , il torneo dell' Unione maestri berlinesi . L'anno 1890 fu un anno di grande attività scacchistica per Lasker , che si batté vittoriosamente in Germania contro Mieses ( + 5 =3 -0), in Austria contro English (+2 =3-0), in Inghilterra contro Bird a Liverpool ( + 7 = 3 -2) e contro Miniati a Manchester (+3 =2-0). Nell'anno successivo tornò a Londra per battersi con Lee (+I =l-0), e colà fu indotto a partecipare al torneo del VII congresso dell'Unione Scacchistica Inglese del 1892 a Londra. Lo vinse, perdendo solo la partita con Bird : ma nello stesso anno un match contro questi finì con una netta vittoria di Lasker ( + 5 = 0 -0), e analoga sorte ebbe un match contro Blackburne (+6 =4-0). Lasker decise allora di battersi con i campioni americani, e partì per New York per partecipare al torneo del 1893. Lo vinse, davanti a Albin , Delmar e altri undici concorrenti, distaccando il secondo di punti 4 I/2. A questo primo periodo americano appartengono le sue vittorie del 1893 alI'Avana contro Golmayo (+2 =1 -0) e contro Vasquez (+3 =0-0), nonché la vittoria a Kokomo contro Showalter (+6 = 2 -2) e a New York contro Ettlinger (+5 =0-0). Poté, allora, sfidare Steinitz per il campionato del mondo, vincitore sarebbe stato colui che avesse raggiunto 10 vittorie: premio al vincitore 2.250 dollari; al soccombente 750 dollari. Il match, iniziato il 15.3.1894, si svolse in parte a New York, in parte a Filadelfia e in parte a Montreal. In ogni round Lasker fu in vantaggio; il 16.5.1894 totalizzò le dieci vittorie prescritte per la conquista del titolo, contro cinque perdute e quattro patte. Tornato in Europa, il neo campione del mondo partecipò al torneo di Hastings del 1895, classificandosi 3°, a 1 punto dal vincitore Pillsbury e a 1/2 punto dal 2° classificato, Cigorin : tuttavia, vinse la partita con Pillsbury , precedendo Tarrasch e Steinitz . Quest'ultimo intanto sollecitava una rivincita; e quando i due grandi maestri si ritrovarono nel torneo quadrangolare di Pietroburgo del 1896 (vinto da Lasker , seguito da Steinitz, Pillsbury e Cigorin ), fu possibile organizzare il match di ritorno, che si svolse a Mosca fra il 7.11.1896 e il 14.1.1897. Nuovamente Steinitz fu battuto, con uno scarto ancora più netto: Lasker vinse per 10 a 2, con 5 patte. Nello stesso anno 1896 aveva partecipato al grande torneo di Norimberga, vincendolo davanti a Maroczy, Pillsbury, Tarrasch, Janowski, Steinitz e altri 13 concorrenti. Di vittoria in vittoria, si classificò 1° nel torneo di Londra del 1899, con punti 4 1/2 di distacco da Janowski , Steinitz rimase 11°, con un distacco di 11 punti, ed ebbe il disappunto di veder assegnato il premio di bellezza alla partita da lui perduta contro Lasker . Questi vinse anche il torneo di Parigi 1900, vincendo anche le partite con il 2° e il 3° classificato, Pillsbury e Maroczy . Dopo essere stato sconfitto in un match ad apertura obbligata (Gambetto Rice) da Cigorin nel 1903 a Brighton (+1 =3 -2), Lasker riprese la serie delle vittorie: a Cambridge Springs (1904) giunse 2° a pari merito con Janowski , sebbene avesse pareggiato la partita con il primo classificato Marshall , e vinto la partita con lo stesso Janowski . Giunse 1° nel torneo di Pietroburgo del 1909, a pari punteggio con Rubinstein , davanti a 17 concorrenti, e ancora 1° nel torneo tenuto in questa città nel 1914 ; 1° a Berlino (1918); 1° a Märisch-Ostrau (1923)- 1° a New York (2° a Mosca (1925) dopo Bogoljubov , precedendo Capablanca, Marshall, Tartakower e altri 16 maestri. Intanto difendeva il titolo in matches che ebbero grande risonanza. Fu sfidato dal campione americano Marshall , ma lo batté facilmente nel 1907 a New York (+8 =7 -0). Nell'anno successivo fu affrontato dal grande Tarrasch a Dusseldorf e Monaco in un incontro valido per il campionato mondiale, ma lo sconfisse senza difficoltà (+8 =5 -3). Anche Janowski , che già aveva incontrato Lasker in due matches parigini nel 1909 pareggiandone uno e perdendo l'altro, con titolo mondiale in palio, per 1 vittoria contro 7 sconfitte, volle organizzare un terzo incontro anch'esso valido per il campionato mondiale, che si tenne nel 1910 a Berlino: ma Lasker lo soverchiò (+8 =3-0). Intanto Tarrasch insisteva per la rivincita, che Lasker gli accordò nel novembre 1916 a Berlino, peraltro senza impegnare il titolo mondiale ma nuovamente Lasker lo sconfisse e con uno scarto ancora più netto (+5 =i -0). Nel 1921 fu sfidato da Capablanca , per un match di 24 partite da svolgere alI'Avana nel Gran Casinò de la Playa. Lasker , allettato dal compenso di 11 000 dollari, accettò, sebbene il clima cubano non gli fosse gradito: ma dopo 14 partite abbandonò, senza aver vinto alcuna partita e avendone perdute 4 e pattate 10. Campione del mondo dal 1894 al 1921, Lasker fu un teorico insigne nel campo degli scacchi, ma anche un insigne filosofo e matematico. Il suo primo libro "Common sense in chess " (London, 1896) che ebbe più edizioni e diverse versioni, fu l'inizio di una serie di opere nelle quali gli scacchi e le speculazioni filosofiche apparvero estremamente intrecciate. Fra i libri teorici, vanno ricordati "The Rice gambit" "Curso de Ajedrez" "Die Anfangsgründe des Schachspiels" "Lehrbuch des Schachspiels" (otto edizioni e varie traduzioni) " Das Schachspiel " "Ckess primer-"35 "Endspielstudien von Schach meiste" A. Selesniev. Raccolse e commentò partite proprie e altrui, giocate nel match con Tarrasch dell'inverno del 1916, e nell'incontro Alechin-Bogoljubov , del 1934. Pubblicò anche un libro sul torneo di S.Pietroburgo del 1909, e fondò e diresse una rivista americana, " The Lasker's chess Magazine " , dal novembre 1904 al gennaio 1909. L'anello di congiunzione fra il campo scacchistico e quello filosofico è forse segnato dal libro "Struggle" (New York, 1907), seguito nel 1916 da "Die Selbsttäuschungen unserer-Feinde." Le opere strettamente filosofiche, come " Das Begreifen der Welt " (1913), Die Philosophie des Unvollendbar (1918), "The community of the future" (1940) appartengono quasi tutte al periodo della maturità, quando Lasker stava superando i 45 anni. Egli fu anche grande giocatore di golf e di whist, e non trascurò nessun gioco da tavolo di cui studiò la diffusione e lo sviluppo presso i vari popoli.

Giambattista Lolli

Giocatore e teorico italiano (Nonantola, 1698 - 4.6.1769). Fu molto amico del consigliere Ercole del Rio che gli fece omaggio di un esemplare del suo libro "Sopra il giuoco degli scacchi" quando apparve in Modena nel 1750. Lolli lo studiò e lo postillò con numerose osservazioni in Nonantola nel 1754. Avendo poi avuto occasione di ricevere favori dal conte Fra Antonio Montecuccoli, capitano delle guardie e inviato del duca di Modena alla Corte Austriaca (il quale aveva protetto il figlio del Lolli, quando questi era entrato a far parte dell'esercito austriaco) pensò di compilare un trattato sugli scacchi, e di dedicarglielo. Pubblicò quindi il grosso volume " Osservazioni teorico pratiche sopra il giuoco degli scacchi " (Modena 1763), in cui sostanzialmente ampliò e integrò le osservazioni di Del Rio. Una lettera di questi, inviata ad un amico e contenente alcuni precetti generali fu premessa dal Lolli alla trattazione teorica, e tale lettera costituì poi per lungo tempo una specie di " carta Fondamentale" per il gioco degli scacchi in Italia. Oltre a una seconda lettera di Del Rio, in cui venne recensito il libro di Philidor, e oltre a commenti teorici delle partite, il libro del Lolli contiene cento partiti pratici (finali), di cui 29 di Del Rio, e 11 dello stesso Lolli; a quest'ultimo appartengono anche tre partiti di sottilità (problemi). Tutti i Partiti della edizione 1763 furono ripubblicati in notazione algebrica, con alcune correzioni, nella "Centuria di Giambattista Lolli modenese.... purgata e ridotta a semplicissima denominazione ", pubblicata a Verona nel 1817 a cura di un ignoto ingegnere P. : riedizione importante perché rappresentò il primo tentativo di introdurre in Italia quella particolare notazione. Il Del Rio fu uno degli avversari preferiti dal Lolli, e otto posizioni di partite giocate fra i due grandi modenesi nel 1755 1756 e 1757, vennero pubblicate nel libro del Lolli. L'importanza di questi é soprattutto notevole nel campo dei finali di Re e Pedone contro Re. L'opera del Lolli godette nell'Ottocento di grande rinomanza; parte di essa, compresi 33 problemi, ebbe la singolare sorte di essere trasfusa in un romanzo di Guglielmo Heinse "Anastasia und das Schachspiel, Briefe aus Italien " ( Francoforte, 1803 ).

Johann Jacob Löwenthal  Giocatore ungherese (Budapest, 15.7.1810 - St.Leonard, 20.7.1876). Prese parte alla sfida per corrispondenza Pest-Parigi come componente della vittoriosa squadra ungherese, insieme a Grimm e Szen. Nel 1849 a New York incontrò Morphy, allora dodicenne, contro il quale perse due partite contro una. Nel 1851 si trasferì in Inghilterra e prese parte al torneo di Londra, ma fu eliminato da Williams , riuscì 1° al torneo di Manchester ( 1857) e di Birmingham (1858). Sostenne numerose sfide: vinse i matches con Hamppe (Vienna, 1846: (+5 =0 -4), con Dudley (Lexington, 1850), con Horwitz (Londra, l852). Riuscì a battere nel 1851 anche Williams (+7 =4-5), il suo avversario nel torneo di quello stesso anno, dal quale era stato eliminato. Perse, invece, le sfide con von der Lasa (+0 =2-5), con Anderssen e con De Riviere (Paris, 1867: +0 =0 -2). Nel 1858 fu prescelto per battersi con Morphy nella sua esibizione londinese, ma fu sconfitto ( + 3 =2-9). Fra le sue opere piu importanti va ricordato il libro sulle partite di Morphy, " Morphy 's games of chess" (London, 1860), che ebbe sette ristampe. Scrisse anche il libro del congresso e torneo di Londra 1862, e raccolse in volume una selezione dei problemi del concorso dell' " Era " (1857) rivista di cui fu collaboratore per dodici anni. Ebbe numerose cariche nei club londinesi, City of London, St. James, St. George, e organizzò numerosi tornei della "British Chess Association" . A lui si deve anche la sfida tra il "City of London Chess Club " e il "Club di Vienna", dalla quale derivò il match per telegrafo e corrispondenza fra le due città.

Frank James Marshall  Giocatore statunitense (New York, 10.8.1877 - 9.11.l944). Dopo la scomparsa di Pillsbury, campione incontrastato degli USA per 27 anni. Apprese il gioco degli scacchi a 10 anni e ad esso dedicò interamente la vita. Il primo grande successo in campo internazionale è considerato non tanto la vittoria a Londra nel torneo minore del 1899 in occasione del 7° Congresso della Fedeazione inglese, quanto il 3° - 4° posto conquistato l'anno dopo a Parigi nel grande torneo internazionale dominato da Lasker davanti a Pillsbury, in questa competizione infatti, Marshall diede un valido saggio del suo gioco brillante e intraprendente, sconfiggendo tra gli altri i due primi classificati. Subito dopo seguì però un periodo opaco; Marshall non confermò le promesse e ottenne alcuni piazzamenti inferiori alle attese generali, del resto, il rendimento incostante fu proprio la caratteristica negativa della carriera di Marshall. Nel 1903 le quotazioni scacchistiche di Marshall risalirono sensibilmente grazie al 2° posto conquistato al famoso torneo dei Gambetti a Vienna, sino a raggiungere un indice di assoluto valore mondiale a Cambridge Springs nel 1904, quando trionfò con due punti di vantaggio su Lasker e Janowsky, realizzando 11 vittorie e 4 pareggi. I critici cominciarono sempre più spesso ad indicare il nome di Marshall come quello più degno di sfidare Lasker, il campione del mondo in carica ma, le difficoltà organizzative, accresciute all'epoca dall'assenza di un organismo scacchistico internazionale, bloccarono per alcuni anni il varo del match. Finalmente, dopo che ancora una volta risultati buoni (1°-2° in un piccolo torneo di Gambetti a Montecarlo nel 1904; 3° a Barmen e 1° a Scheveningen nel 1905; 1° a Norimberga nel 1906) si erano alternati a risultati mediocri (3° in un torneo esagonale a Montecarlo nel 1904. 7° - 9° a Ostenda nel 1905 e 7° l'anno successivo), Marshall nel 1907 ebbe modo di misurarsi con Lasker per il titolo mondiale. L'esito fu disastroso per Marshall, che non riuscì a vincere una sola partita e venne sconfitto con il severo punteggio di 3 ½ - 11½: confermando la sua abilità di psicologo, Lasker aveva scelto l'avversario giusto nel momento giusto. I successivi tornei misero in mostra il solito gioco di Marshall, basato su schemi un pò consumati e comunque poco efficaci contro giocatori posizionalmente dotati; ad esempio, Marshall ebbe una spiccata predilezione per la Difesa Russa e per alcuni Gambetti, creando in tal modo scarse difficoltà agli avversari in apertura. L'anno dopo lo sfortunato match contro Lasker, Marshall si classificò 9°-11° a Vienna e 2° a Lodz, 7°-9° a Praga e 1° a Düsseldorf:m alternanza .di risultati che si concluse nel 1909 con un'altra totale disfatta nel match contro Capablanca, perso con il punteggio di + l = 14-8. In seguito Marshall ottenne ancora lusinghieri risultati, ma la sua popolarità rimase soprattutto legata alla briosità del suo gioco e alla simpatia della propria persona. Ecco un elenco dei migliori risultati in campo internazionale negli anni immediatamente successivi: nel 1910 1° a New York e 4° a San Sebastiano; nel 1912 3° a Pistyan; nel 1913 2° a New York e 1° a L'Avana, nel 1915 2° a New York; nel 1918 3° a New York. Dopo alcuni anni di assenza, Marshall tornò alle grandi competizioni nel I924, classificandosi 4° a New York alle spalle della triade Lasker, Capablanca, Alechin quindi, l'anno dopo, ottenne eccellenti piazzamenti a Baden-Baden (5°4°), Marienbad (3°4°) e Mosca (4°). Dopo alcuni tornei minori in America nel 1927, Marshall si classificò ultimo al torneo di New York. L'anno dopo fece ritorno in Europa e si classificò 2° a Budapest e 1°-3° nel torneo di fine anno ad Hastings, ma nel 1929, a seguito del risultato negativo ottenuto a Karlsbad, decise di rinunziare ai grandi tornei individuali. Da allora fece parte della squadra USA alle Olimpiadi (1930, 1931, 1933, I935, 1937) e partecipò a qualche torneo secondario negli USA. Dedicatosi ad attività organizzative, Marshall fondò un famoso Club scacchistico, intitolato col proprio nome. Artista più che lottatore, Marshall è stato il più popolare scacchista statunitense tra Pillsbury e Reshewsky. I limiti del suo repertorio di apertura e la scarsa attitudine per i procedimenti tecnici furono gli impedimenti che si frapposero al suo ingresso nella schiera degli autentici campioni in compenso la fantasia sposata all 'audacia contribuì a trasformare le sue partite in brillanti esibizioni artistiche.

Jaques Mieses   Giocatore tedesco (Lipsia, 27.2.1865 - Londra, 23.2.1954) Grande maestro. A diciassette anni, ancora studente a Berlino, vinse ii torneo cittadino. Dedicatosi dapprima alla teoria e al problema, si rivelò, fra l'altro, ottimo solutore. Nel 1888 si classificò 2° nel torneo di Norimberga, e 3° nel torneo di Lipsia; giunse di nuovo 3°, nel 1889, a Breslavia, dopo Tarrasch e Burn. Prediligeva lo spettacolare e l'ultramoderno, il che talvolta lo privò di sicure vittorie. La sua carriera fu, comunque, brillante: si ricordano, fra i tornei da lui vinti, i tornei di Vienna (1907) e di Liverpool (1923). In tutti i tornei ai quali partecipò, una sessantina circa, rivelò altissime doti: vinse una serie di premi di bellezza, e fra le sue partite famose si ricordano quelle giocate contro Janowsky (Parigi, 1900) Reggio (Montecarlo, 1903) Znosko Borovskij (Ostenda,l907), Schlechter (Vienna,1908). Non amava i canoni della scuola classica posizionale, e preferiva antiche e dinamiche aperture ( Scozzese, Viennese, il Gambetto danese) teoricamente superate, ma che nelle sue mani divenivano forti mezzi di attacco. Sostenne anche numerosi matches, ai quali era costretto dalla sua attività scacchistica, praticamente professionale, sebbene esplicasse anche servizi giornalistici. Tuttavia il suo temperamento non era adatto per questo tipo di incontri. Vinse Caro (Berlino, 1897), Taubenhaus (Glasgow, 1895), Leonhard (Londra 1905), Schlechter (Düsseldorf, 1909), Abrahms ( Londra, l946) e anche Tarrasch nel match di Berlino, 1915, (+1 =1 -0). Questi però, nell'anno successivo si prese una netta rivincita, sconfiggendo Mieses per +7 -4-2. Usci pure battuto dai matches con Lasker, Rubinstein, Spielmann Capablanca, Ahues, Pomar, Teichmann, Grob, Marshall. Fu fecondo e gradevole scrittore. Non solo curò la ottava edizione dell'Handbuch (1916-l921) e varie edizioni del "Lehrbuch di Dufresne", ma compilò tre fortunati manuali di cui uno con il promettente titolo "Come imparare presto e facilmente gli scacchi" (uscito in tedesco e tradotto poi in danese e olandese), un altro col titolo "Il pilota degli scacchi" (anch'esso con molte edizioni e traduzioni in inglese e russo), e un terzo intitolato "Brevi nozioni per apprendere il gioco degli scacchi", con numerose edizioni anche in olandese. Scrisse monografie su diverse aperture, un ottimo libro sui finali (Taschenbuch des Endspiels, Leipzig, 1915), ebbe tre edizioni e due traduzioni), raccolte di problemi (a lui si deve il sesto volume della raccolta di Dufresne) e di partite. Scrisse anche vari libri sui tornei, sempre rivelando, in tutti i suoi scritti, non comuni doti di chiarezza e di eleganza stilistica. Si interessò anche del gioco alla cieca, sul quale argomento scrisse il libro "Das Blindspielen " (Leipzig ,1918) tradotto in danese nel 1938.

Paul Morphy Giocatore americano (New Orleans, 22.6.1837 10.7.1884). Imparò il gioco dal padre e da uno zio. A 12 anni si battè con Löwenthal, e fra lo stupore generale riuscì a batterlo. Nel 1850 entrò nel collegio dei gesuiti di Mobile (Alabama) dove trascorse quattro anni, durante i quali continuò a coltivare gli scacchi. Nel 1855 si iscrisse all'università di Louisiana, nella facoltà di legge. Quando nel 1857 si tenne a New York il torneo del primo congresso americano, Morphy lo vinse con gioco brillantissimo, dopo una entusiasmante lotta con il giovane L. Paulsen, classificatosi 2°. Terminato il torneo, Morphy sfidò tutti i giocatori americani dando vantaggio di Pedone e tratto: il solo che accettò la sfida, Stanley, si ritirò dopo quattro sconfitte e una patta. Nel 1858 Morphy venne in Inghilterra per battersi con Stamlton, ma non riuscì a combinare l'incontro; affrontò peraltro Löwenthal (+9 =2-3) e il vecchio Owen, cui diede vantaggio di Pedone e tratto (+5 =2). Nel settembre 1858 ritornò a Parigi, dove si batté vittoriosamente con Harrwitz ( + 5 = I-2), con Anderssen ( + 7 = 2-2), con Mongredien (+7 =1 -G), superando facilmente i più forti frequentatori del Café de la Regence. Nel 1859 ritornò a Londra, accolto entusiasticamente; battè Worrall (+7 =0-2), e quando ripartì da Liverpool per l'America, il 30 aprile 1859, fu salutato come un campione del mondo. Negli Stati Uniti trova accoglienze trionfali, Dopo aver ancora sconfitto Perrin ( + 5 = I -0) e Thompson ( + 5 = I -3), Morphy cominciò a essere seriamente disturbato da forme ansiose, in parte causate dalla Guerra di secessione. Si rifugiò a Parigi presso una sorella, ma non riprese l'attività scacchistica. Tornata la pace nella Louisiana, anche Morpy ritornò a Nuova Orleans, dove trascorse gli ultimi anni in preda a gravi de pressioni nervose. Si spense in Royal Street nella casa della vecchia madre, che lo trovò nel bagno, ucciso da sincope, alle 14.30 del 10 luglio 1884. I suoi trofei scacchistici furono dispersi; il famoso gioco di scacchi in oro e argento, donato a Morphy dagli americani al suo ritorno dall'Europa, fu offerto al St. George Chess Club di Londra per 25.000 franchi francesi, ma non realizzò più di 1.550 dollari.

Aaron Nimzowitsch Giocatore lettone (Riga, 7.11.1886 - Copenaghen, 16.3.1935). Iniziò la sua carriera di maestro di scacchi affrontando, nel torneo di Barmen 1905, un folto gruppo di maestri, dai quali fu relegato al 15°-16° posto; ma già nel 1907, a Carlsbad, il ventunenne Nimzowitsch si classificava al 4° posto, alla pari con Leonhardt e Schlechter , e prima di altri sedici maestri, fra i quali Vidmar, Duras, Teichmann, Spielmann, Tartakower. A Ostenda, nel 1907, divise il 3° posto con Mieses , ad Amburgo (1910) fu 3°, precedendo Spielmann , Marshall, Alechin, Tarrasch . Dopo di allora, i suoi successi furono numerosi: vinse il torneo dei maestri di Pietroburgo 1914, alla pari con Alechin (il torneo dei grandi maestri di quello stesso anno fu vinto da Lasker ), giunse 1° a Copenaghen nel 1924; 1° alla pari con Rubinstein a Marienbad 1925- 1° a Dresda 13 e nello stesso anno 1° ad Hannover ; alla pari con Tartakower nel 1927; 1° a Niendorf (con Tartakower ) e a Londra dove ottenne il premio di bellezza per la partita vinta con il Nero contro Yates , 1° a Berlino nel torneo del 1928 per il centenario della Soc. Scacchistica Berlinese , e 2° nel torneo del " Beiliner Tageblatt " , dopo Capablanca ; 1° 4° Carlsbad 1929; 1° a Francoforte s. M. nel 1930, e 2° nel torneo di Sanremo di quello stesso anno dopo Alechin . Non fu fortunato nelle sfide individuali: fu sconfitto di Leonhard (1911), da Bogoljubov (1920 da Brinckmann (1923), da Stahlberg (1934). Vinse a Stoccolma Stoltz , nel 1934. Lasciò una impronta profonda come teorico, per l'originalità delle sue idee. Il suo libro & quot;Mein System " (Berlino, 1925), tradotto in inglese, in russo e spagnolo, divenne un classico della scuola moderna, insieme al successivo "Die Praxis meines System" (Berlin, 1929) ripubblicato ancora nel 1960. Scrisse anche alcuni libri su tornei: Kissingen 1928 (insieme a Tartakower ); Carlsbad 1929 (con una versione in lingua russa. Leningrado, 1930). Molto si è scritto su Nimzowitsch , definito lapidariamente da Reinfeld, nel titolo di un suo libro, come "Nimzowitsch the hypermodern " (Phidelphia, 1948).

Ludwig Paulsen Giocatore tedesco (Nassergrund, 15.1.1833 - 18.8.1891). Emigrato nel 1857 in America con il fratello Ernesto, si presentò al torneo del primo congresso americano tenuto in quell'anno a New York, e giunse 2°, rimanendo battuto solo da Morphy. Nella stessa città giocò cinque partite alla cieca (+3 =1 -1), exploit che parve allora eccezionale tanto che il "Chess Club di N.Y." gli donò a ricordo, una medaglia d'oro, ma a Dubuque migliorò il record, giocando alla cieca 13 partite. Nel 1860 tornò in Europa, dove esercitò il commercio. L'anno successivo partecipò al torneo di Bristol dove giunse 1°. Nel 1862 si classificò 2° nel torneo di Londra, dopo Anderssen, e nel torneo di Amburgo 1869 giunse ancora 2°, di nuovo dopo Anderssen. Fu 1°, dopo uno spareggio con Anderssen e Minckwitz a Crefeld (1871); 1° a Lipsia (1877); a Francoforte sul Meno (1878); a Braunschweig (1880). Nel primo torneo internazionale di Vienna del 1873 giunse 6°, dopo aver vinto fra l'altro, le due partite con Bird; nel secondo torneo internazionale viennese del 1882 giunse 8°, precedendo peraltro dieci maestri. Si batté in molti matches in partite libere pareggiò con Dubois e, una prima volta, con Anderssen a Londra nel 1862, ma in seguito sconfisse reiteratamente Anderssen, a Lipsia nel 1876 (+5 =1 -4) e nella rivincita dell'anno successivo ( + 5 = i -3). Batté anche il barone von Kolisch, Lange e Neumann. In matches ufficiali non fu mai sconfitto. Forte giocatore alla cieca tenne una memorabile seduta a Elberfeld nel 1865, contro dieci avversari che avevano facoltà di consultarsi. Dopo 20 ore il risultato fu di sei vittorie e quattro patte. Come teorico, illustrò la difesa del Gambetto Evans; studiò il "Gambetto Muzio"; perfezionò la difesa del "Gambetto Kieseritzky". Approfondì le varianti della partita viennese e del "Gambetto scozzese" e soprattutto indicò una linea di gioco, ancor oggi considerata ottima nella "Difesa Siciliana". Questi contributi, scaturiti dalle sue analisi e sperimentati nelle sue partite, non vennero, tuttavia, da lui trasfusi in opere scritte.

Tigran Petrosjan Giocatore georgiano (Tbilisi, 17.6.1929). Grande maestro sovietico. Campione del mondo dal 1963 al 1969. La sua carriera scacchistica ebbe inizio nel 1945, quando vinse il campionato della Georgia e si classificò 1°e 3° al campionato federale dei giovani. L'anno successivo al campionato della Georgia si classificò 5° mentre risultò vincitore sia del campionato armeno che del campionato federale dei giovani. Nel 1947 fu 1° e 2° al campionato dell'Armenia (lo stesso risultato ottenne anche l'anno successivo) e partecipò per la prima volta alla selezione per il titolo di campione URSS, classificandosi 5° nel torneo di semifinale. Nel 1949 giunse 2° sia al campionato dell'Armenia che alla semifinale per il campionato URSS; acquisì in tal modo il diritto di accedere al torneo finale, dove però ottenne un piazzamento (16°) modesto. Nel 1950 giunse 3° al campionato di Mosca, 2°- 3° al torneo di semifinale e solo 12°e 13° al torneo finale. A partire dal 1951 i risultati di Petrosjan acquistarono una dimensione di colpo vastissima: 1° al campionato di Mosca, 2°- 3° al torneo magistrale di Tbilisi, 1° alla semifinale e 2°- 3° alla finale del campionato dell'URSS. Con questo piazzamento Petrosjan si assicurò il diritto a partecipare l'anno successivo al torneo interzonale di Stoccolma, dove si classificò 2°- 3°. Nel 1953 giunse 2° a Bucarest e 5° al torneo dei candidati. In seguito, per un paio di anni, i risultati di Petrosjan non furono più cosi brillanti: nel 1954 fu 4°- 5° sia al campionato URSS che a Belgrado; nel 1955 fu 3°- 6° al campionato URSS e 4° al torneo interzonale di Goteborg. A partire dal 1956 i risultati divennero invece di nuovo eccellenti, al punto che non pochi pronosticarono la sua candidatura al titolo mondiale: 3°4° al torneo dei candidati di Amsterdam, 1° alla semifinale URSS, 1°- 2° al campionato di Mosca (sconfisse poi Simagin con il punteggio di (+2 =2 - 0). Nel 1957 fu solo 7°- 8° al campionato URSS; in compenso vinse la semifinale per l'accesso al torneo di campionato, dove poi si classifica 2°~ Nel 1958 fu 3°- 4° al torneo interzonale di Portorose; fu questo un risultato tecnicamente molto valido, ma poco promettente ai fini della candidatura al titolo mondiale, non tanto perché Petrosjan non confermò il pronostico che lo voleva vincitore, quanto perché impressionò il gioco messo in evidenza dal vincitore e futuro campione del mondo, Tal . E infatti l'anno successivo, sebbene avesse colto nel campionato dcll'URSS una chiara vittoria (imbattuto e con un punto di vantaggio su Tal e Spasskij ), al torneo dei candidati in Jugoslavia, Petrosian , pur giungendo alla fine 3° non fu mai in lizza per la conquista della vittoria finale. A partire dal 1960 Petrosjan cominciò a giocare più spesso all'estero; in quell'anno fu 1o2° a Beverwijk e 1° a Copenaghen, mentre al campionato URSS si classifico 2°- 3° . Nel 1961 fu 2° a Zurigo e 3°- 4° a Bled, mentre al campionato URSS di nuovo fu 1°, questa volta però con una sconfitta. Con il 1962 Petrosjan si accinse a ritentare la scalata al titolo mondiale; questa volta sul suo cammino egli trovò Fischer , vincitore travolgente del torneo interzonale di Stoccolma; Petrosjan dovette contentarsi del 2°- 3° posto. Ma a Curacao; lo stesso anno, Fischer non superò la coalizione dei sovietici e Petrosjan , sia pure a stento (mezzo punto di vantaggio sul duo Keres<-geller ), conquistò il diritto a sfidare Botvinnik per il titolo mondiale II match si svolse nel 1963 e si concluse con la netta vittoria di Petrosjan con il punteggio di 12 l/2 - 91/2 (+5 = 15 -2) . Nello stesso anno a Los Angeles fu 1°- 2° lo stesso risultato ottenne l'anno successivo a Buenos Aires. Una volta conquistato il titolo mondiale, il gioco di Petrosjan divenne un pò impacciato, quasi come se il campione del mondo avvertisse oltre misura il peso del titolo; certo è che i suoi risultati furono inferiori alle attese: nel 1965 3° a Zagabria e 2°- 3° a Erevan; nel 1966 sconfisse di stretta misura Spasskij con il punteggio di 12 1/2 11 I/2 (+4 =17 -3) e fu 2°- 3° a Venezia, ma fu solo 6°- 7° a Santa Monica e 9°- 12° a Mosca; nel 1968 fu 23° a Bamberg, 1°- 2° al campionato di Mosca, 4° a Palma di Maiorca. Nel 1969 Petrosian non riuscì a respingere l'assalto al titolo portatogli di nuovo da Spasskij perdendo il match con il punteggio di 12 1/2 - 10 1/2 (+4 =13-6). Successivamente Petrosjan ha vinto il campionato URSS del 1969 (dopo spareggio con Polugaevskij ) e si è classificato nello stesso anno 2° a Palma di Majorca. Nel 1970 è stato sconfitto da Fischer con il punteggio di 3: 1 (+0 =2 -2) nell'incontro Resto del mondo contro URSS; nello stesso anno si è classificato 6° a Rovinj. Nel 1971 ha superato Hubner ( + 1 = 6 {)) nel match per la selezione del candidato al titolo mondiale; successivamente ha sconfitto Korcnoj con il minimo scarto, qualificandosi per il match finale contro Fischer . Giocatorc terribilmente preciso e metodico, Petrosjan e conosciuto per aver restaurato il mito dell'imbattibilità dopo Capablanca . Pochissime sono le sconfitte da lui subite nei tornei a partire dal 1951, e addirittura nessuna nelle numerose edizioni delle Olimpiadi, alle quali ha preso parte. Questo aspetto dello stile di Petrosjan è tutt'altro che positivo, se si tiene conto che tali straordinari risultati sono talvolta il prodotto di una impostazione di torneo troppo programmata, e quindi di un gioco troppo arido. Si può dire che non esiste una sola partita di Petrosjan in cui egli abbia deciso di giocare il tutto per tutto, per tentare di vincere e migliorare cosi la sua posizione in classifica; assai spesso, invece, egli è ricorso alla politica del quieto vivere o, contentandosi di giungere nei tornei imbattuto al secondo o anche al terzo posto, invece che affrontare rischi e ricercare a tutti i costi la vittoria finale. Questo gioco costante in sicurezza fa si che le partite di Petrosjan siano tecnicamente impeccabili ma prive di momenti emozionanti, metodicamente esemplari ma esteticamente aride. Una dettagliata biografia su Petrosjan e stata scritta da Vasiljev ; il libro, pubblicato nel 1969 alla vigilia del secondo match contro Spasskij , contiene anche 40 partite, commentate da Suetin .

 Philidor Giocatore francese (Dreux, 7.9.1726 Londra, 31.8.1795). Figlio di musicisti e musico egli stesso, fu allievo di Legal, in quell'epoca il più forte giocatore di Parigi. Nel 1745, cedendo alle sollecitazioni di un musicista italiano, Lanza, si recò in Olanda. Qui sostò prima a Rotterdam (dove dovette rinunziare ai progettati concerti per un malaugurato contrattempo) e poi l'Aia, dove cominciò a mettersi in luce come giocatore di dama alla polacca, e di scacchi. Nel 1746 si recò a Londra e qui frequentò l'Old Slaughter's Coffee House; ivi si incontrò con Stamma e lo vinse per 8 a 2, sebbene Stamma avesse il vantaggio del tratto, e potesse contare la partita patta come vinta. Si batté anche con Abraham Janssen (morto il 19.2.1795 a Parigi), vincendolo per 4 a 1. Nel 1748 tornò in Olanda, dove scrisse la sua famosa opera " L'Analyse du jeu des échecs, " che fece pubblicare prima edizione a Londra nel 1749, sotto gli auspici del suo benefattore, il duca di Jmberland. Divenuto celebre come scacchista si trasferì nel 1751 alla Corte di Federico II, amante della musica come degli scacchi, dinanzi al quale sostenne varie partite alla cieca. Dalla Prussia si trasferì di nuovo a Londra, dove si fermò dal 1752 al 1754, anno in cui tornò a Parigi. In questo periodo francese si dedicò soprattutto alla musica: nel 1759 scrisse " Blaise le Savetier," specializzandosi poi nell'opera buffa. Conobbe intanto Angelica Richer, figlia di un compositore di musica, e la sposò nel 1760; Angelica, che doveva dargli tre figli, divenne, dieci anni dopo, una delle migliori cantanti del Concert Spirituel. Forse ispirato dal suo nuovo stato di felice marito, compose nel 1766 la sua più famosa opera, Ermelinda principessa di Norvegia, che gli fruttò da Luigi XV una pensione di 25 luigi d'oro. Continuò intanto a compiere frequenti viaggi a Londra. A partire dal 1774, anno in cui si costituì presso il Parlsloe il " London Chess Club" , trascorse regolarmente a Londra la stagione musicale da febbraio a maggio. Fra il 1774 e il 1792 compose nove opere musicali, e nel 1789 un Te Deum in onore di Giorgio III. In quello stesso periodo pubblicò, sempre a Londra, una nuova edizione della "Analyse du jeu des échecs "(Londra, 1777), che dedicò ai soci del circolo londinese. Quando poi in Francia scoppiò la rivoluzione, Philidor non esitò a trasferirsi ancora una volta in Inghilterra, dove visse soprattutto tenendo sedute alla cieca. Dopo la morte del cittadino Robespierre, Philidor cercò di tornare in Francia, ma il passaporto gli fu rifiutato. Il 5 luglio 1795, meno di due mesi prima della morte, egli giocò ancora due partite con il rev. Atwood. Il suo corpo fu sepolto nella chiesa di St. James in Piccadilly. Come giocatore, stupì l'Inghilterra soprattutto per le sue esibizioni in partite alla cieca: le sedute dell'8.5.1783, 10.5.1788 e 13.3.1790 furono commentate con ammirazione nei quotidiani londinesi dell'epoca e divennero leggendarie; ma soprattutto come teorico esercitò un'influenza enorme. La "Analyse" fu ristampata più volte e rielaborata da Montigny, Bonneveine, Sanson, Ezéchias, Ewald, Rust, Horwitz, Kenny, Pohlman, Walker, Kersteman, de Algarra, in una sessantina di versioni e revisioni, che diffusero in tutto il mondo il pensiero di Philidor. La sua conoscenza dei diversi ambienti scacchistici d'Europa fece si che le regole del gioco da lui adottate rispondessero agli usi seguiti dalla maggior parte dei paesi europei, il che rese " l'Analyse " facilmente assimilabile non solo in Francia, ma in Gran Bretagna, Olanda, Germania. Accadde, cioè, un fenomeno opposto a quello che si verificò per le opere dei tre grandi modenesi, rimaste isolate a causa delle particolari regole italiane, e non sorrette dalla sperimentazione pratica da parte dei loro autori, in campo internazionale. Il giudizio più esatto sull'opera di Philidor fu dato dal Ponziani, che ne lodò soprattutto la perspicacia nel maneggio dei Pedoni, e la acutezza di analisi nei finali di Torre e Alfiere contro Torre.

Giulio Cesare Polerio Giocatore italiano del XVI secolo, nativo di Lanciano, considerato il primo di Roma verso la fine del 1500. Accompagnò il Puttino in Spagna quando questi parti da Napoli per battersi contro il Lopez. Fu un protetto del duca di Sora, Giacomo Buoncompagno (1548-1612), che gli concesse un beneficio di 300 scudi nel suo paese natio. Nel 1606, già vecchio, fu sconfitto in Roma dal siciliano Geronimo Cascio. Professionista del gioco, raccolse in diversi MSS molte partite giocate da lui stesso o da altri giocatori, di cui indicò il nome. Parte di quuesti codici appartennero all famiglia Buoncompagni Ludovisi: fra questi, un "Trattato de' scacchi "di Giulio Cesare Polerio dedicato a Giacomo I Buoncompagni duca di Sora e generale di S.M. Chiesa, di 148 carte, facente parte di una più vasta raccolta (MSS Bonc. n. 3); un poemetto di 36 versi attribuito a Rotilio Gracco unito a una raccolta di 38 problemi (MSS Bonc. n. 2, ff. 1-24), che descrive una partita fra Cesare (il Polerio) e certo Don Lorenzo, davanti al duca Giacomo Buoncompagno. Va attribuita anche al Polerio una libera traduzione del Lopez, intitolata " L'elegantia sottilità verità della virtuosissima professione de' scacchi", in possesso della Biblioteca nazionale centrale di Firenze (cart. XIX - 65). Uno solo dei MSS del Polerio porta una data: 31 luglio 1594 (It. 948 della Nazionale di Parigi). Fra i giocatori le cui aperture vengono riportate nei vari MSS del Polerio vi sono, oltre allo stesso Polerio, Giovanni Leonardo (il Puttino), Giovan Domenico d'Arminio, lo spagnolo Scovara, Paolo Boi (il siracusano) lo spagnolo Ceron, il portoghese Santa Maria, il Sadoleto, gli spagnoli Busnardo, Ruy Lopez e il conte d'Avalos. Molte aperture, poi chiamate con vari nomi, si ritrovano già nei MSS del Polerio: il Gambetto Muzio, la difesa siciliana, il Gambetto del centro, la difesa Berlinese, Ia difesa dei due Cavalli, Ia partita dei quattro Cavalli e altre ancora. Fra i problemi riportati nei MSS attribuiti al Polerio, o derivati da lui, una sessantina sono probabilmente originali e di sua composizione. Il 60° partito del MS it. n 955 della Nazionale di Parigi porta questa esplicita indicazione: " Partito nuovo fatto in Arezzo". Le posizioni sono generalmente indicate con una particolare notazione numerica, da 1 (hl) a 64 (a8).

 

Judith-Sofia-Zsuzsa Polgar Il caso delle sorelle Polgar è stato divulgato a sazietà: figlie di un insegnante scacchista frustrato, furono addestrate fin dalla prima infanzia a diventare giocatrici di scacchi. Zsuzsa Sofia e Judith non frequentarono mai una scuola e realizzarono la loro formazione con i genitori che le programmarono in modo che apprendessero e amassero gli scacchi. Questo metodo è stato duramente criticato da educatori di tutto il mondo. Tuttavia, le tre sorelle sono ragazze apparentemente normali e socievoli e non paiono ossessionate dal gioco che praticano molto bene. Le Polgar hanno rivoluzionato varie cose. Non partecipano a tornei temminili ( hanno giocato solo alle Olimpiadi per le pressioni del governo ungherese e ben remunerate: tanto a Salonicco. 1988 quanto a Novi Sad 1990 risultarono prime precedendo l'Unione Sovietica ) e giocano da pari a pari con i compagni dell'altro sesso. IL padre delle Polgar sostiene che i circuiti femminili non hanno ragione d'essere ed è precisamente a causa della loro esistenza che è tanto grande la differenza nella qualità del gioco fra ragazzi e ragazze. Effettivamente le tre sorelle hanno ottenuto risultati notevoli in tornei con maschi. Delle tre quella piu forte si e rivelata Judith che è riuscita a raggiungere la ventesima posizione assoluta a 17 anni e naturalmente la prima della classifica femminile. Judith è nata a Budapest nel 1976. Il successo più importante l'ha ottenuto vincendo il torneo open di Hastings nel 1988 (a 12 anni!) Rappresenta uno dei casi piu straordinari di precocità in tutta la storia degli scacchi. II suo stile è caratterizzato dall'acutezza tattica ed è nelle posizioni d'attacco dove si disimpegna con maggior disinvoltura. Le sue carenze tecniche (specie nei finali) sono ancora molto grandi, ma con tanto tempo davanti a se, questo non ha molta importanza. Se fosse un maschio nessuno dubiterebbe che le sue possibilità di diventare campione del mondo siano altissime; trattandosi di una ragazza l'antico maschilismo del gioco rende scettici i più. Judith sembra prendere tutto molto normalmente e crede di poter diventare campione del mondo assoluto.

Akiba Kivelovic Rubinstein Giocatore polacco (Stawisk, 12.12.1882 - Anversa, 14.3.1961). Grande maestro. Dopo aver iniziato studi teologici, presto li abbandonò per darsi agli scacchi. Nel torneo nazionale russo del 1903 a Kiew si classificò 5°, davanti a Znosko , Borovski e altri 13 partecipanti. Dopo tre anni, conseguì a Ostenda un importante successo, ottenendo il 3° premio nel torneo a gironi del 1906, davanti a Burn , Bernstein , Teichmann , Marshall , Janowski , Perlis . Da allora passò di vittoria in vittoria. riuscendo 1° a Lòdz (1906) due tornei , Karlsbad (1907), Lòdz (1908), Wilna (1909 e 1912), S. Sebastiano (1912), Pistyan (1912), Varsavia (1917), Triberg (l921), Vienna (1922), Hastings (1922-23), Southport (l924), Lòdz (1927), Rohitsch (1929). Divise il 1° premio con Bernstein nel grande torneo di Ostenda del 1907 davanti a ventotto maestri; giunse 1°, con Lasker nel torneo in memoria di Cigorin a Pietroburgo del 1909, davanti ad altri diciassette partecipanti; 1° con Rotlevi , a Varsavia nel l910; 1° con Duras , a Breslavia nel 1912; 1° con Lowtzky a Varsavia nel 1916; 1° con Nimzowitsch a Marienbad nel 1925. Riuscì 2° in importanti tornei, quali quello panrusso di Pietroburgo 1906, in cui divise il secondo posto con Bljunnenfeld . Fu di nuovo 2° a S. Sebastiano 1911; a Berlino 1918 nel torneo riservato ai grandi maestri in cui giunse 2° dopo Lasker ; a Stoccolma nel 1919; 2° a Goteborg nello stesso anno 2° ad Hastings nel 1922; 2° a Berlino nel 1924, 2° a Baden-Baden nel 1925- 2° a Berlino e ad Hannover nel 1926; 2° a Budapest nel 1929. A Sanremo nel 1930 giunse 3° dopo Alechin e Nimzowitsch , precedendo Bogoljubov , Yates e altri undici maestri. Professionista degli scacchi sostenne molte sfide, tutte concluse vittoriosamente, salvo un primo match pari con Salwe nel 1903. Nello stesso anno riuscì a battere lo stesso Salwe per 5 a 3 e due patte; successivamente vinse due volte Marshall e di nuovo Salwe nel 1908, e poi Teichmann , Mieses , Flamberg , Schlechter , Landau . Di stretta misura, vinse anche Bogoljubov a Stoccolma nel 1920 (+5 =3 -4). Verso la fine della sua vita fu afflitto da frequenti crisi nervose, per le quali dovette essere ricoverato in case di salute. Ad aggravare lo stato depressivo di Rubinstein non poco influì l'amarezza di non aver potuto disputare un match per il titolo mondiale, pur essendone stato riconosciuto degno. Non lasciò importanti scritti, ma le sue partite furono analizzate e commentate dai maggiori teorici di tutto il mondo.

Alessandro Salvio Giocatore italiano del XVII secolo. Naque a Napoli circa il 1570 e ivi morí circa il 1640. Appartenne a famiglia di buona levatura, avendo conseguito il titolo dottorale; un suo fratello, Carlo, compose anche versi, alcuni dei quali riportati nelle opere scacchistiche del Salvio. Allievo di Michele di Mauro, verso il 1595 si battè con Paolo Boi, allora già vecchio, e lo vinse. Si misurò nel 1606 a Napoli con Cascio e riuscí a sconfiggerlo. Fu un assiduo frequentatore delle accademie scacchistiche napoletane in casa Di Costanzo, Carafà e Rovito, dove talvolta si esibí in partite alla cieca. Questa prodezza fu da lui ripetuta davanti al conte di Bonavente, vicerè dal 1603 al 1610, al marchese di Corleto e al conte Francesco di Castro, figli del conte di Lemos e ambasciatore di Sua Maestà Cattolica a Roma. Nel 1604 dedicò a Fulvio di Costanzo, marchese di Corleto, il Trattato dell'inventione et arte liberale del gioco di scacchi (Napoli, Sottile 1604) cui fece seguire nel 1612 La Scaccaide una curiosa tragedia in versi nella quale descrisse l'intricata vicenda che avrebbe causato la pazzia dell'eroe Cacco donde poi l'espressione Scacco matto. Nel 1635 infine diede alle stampe un altro libro Il Puttino altramente detto il cavaliere errante, dove diede molte notizie, non tutte attendibili, sui giocatori napoletani del suo tempo. Per ciò che concerne la teoria del gioco, sebbene molte aperture da lui riportate fossero ricavate dai suoi predecessori, gli va riconosciuto il merito di averle diffuse e valorizzate. Fu sostenitore dell'arroccco libero alla napolitana.

Vasilij Smyslov Giocatore sovietico (Mosca 24.3.1921). Grande maestro. Campione del mondo nel 1957-58. Imparò il gioco degli scacchi a 6 anni. Nel 1937 vinse il campionato dei giovani; l'anno dopo fu 1° al campionato di Mosca, precedendo vari esperti maestri. Nel 1940 si classificò 3° al campionato URSS, mentre nel 1944 fu 2°. Nel primo torneo internazionale all'estero, Groningen 1946, Smyslov giunse 3°. Nel 1947 si classificò 3°4° al campionato URSS, 2°-5° a Varsavia e 3°-4° al torneo di Mosca. In forza di questi risultati, a Smyslov venne concesso nel 1948 il diritto a partecipare al torneo-match per il campionato mondiale, in esso Smyslov si classificò dopo Botvinnik, meritando il titolo di secondo giocatore del mondo. Nel 1949 giunse 1°-2° al campionato dell'URSS nel 1950 si classificò 3° al torneo dei candidati e 2° a Venezia. A partire dal 1953 subito dopo il 3° posto ottenuto a Bucarest ha inizio una fase della carriera ricca di risultati davvero notevoli: 1° al torneo dei candidati con diritto a sfidare Botvinnik nel 1954 (il campione del mondo si salvò con un pareggio: +7 =10-7), nel 1954-55 1°-2° ad Hastings nel 1955 1°-2° al campionato URSS (fu però sconfitto da Geller nello spareggio: +0 =6-1) e 1° a Zagabria; nel 1956 1° al torneo dei candidati e 1°-2° a Mosca. Nel 1957 sfida di nuovo Botvinnik, e questa volta con esito positivo: +6 = 13 -3, l'anno successivo però, Smyslov non riuscì a respingere l'assalto dell'ex campione nel match di rivincita (+5 =11-7). Dopo il 1958 il rendimento di Smyslov si mantenne elevato, ma non toccò i valori assoluti dei precedenti anni: nel 1959 fu 1°-3° a Mosca e 4° al torneo dei candidati nel 1960 1°-2° a Mosca; nel 1961 2°-3° a Dortmund e 1°-2° a Mosca, nel 1962 2°-3° a Mar del Plata e 4°-5° a L'Avana; nel 1963 2° a Soci; nel 1964 1°-4° al torneo interzonale di Amsterdam (l'anno dopo fu sconfitto con il punteggio di 2½ -5½ da Geller nel match di selezione per la candidatura al titolo mondiale) e 1 °-2° a L'Avana, nel 1965 1° a L'Avana nel 1966, 1° a Mar del Plata e 1° a Polanica Zdrój, nel 1967 2° a Montecarlo, 3° a L'Avana, 2°-3° a Palma di Majorca; nel 1968, 3° 4° a Montecarlo e 1° a Polanica Zdrój; nel 1968-69, 1° ad Hastings; nel 1969 1°-2° a Montecarlo, 3°-5° a Skopje e 3°-5° al campionato URSS, valido come torneo zonale per l'ammissione al torneo interzonale di Palma di Majorca nel 1970 (dove non raggiunse la qualificazione); nel 1969-70 4° ad Hastings; nel 1970 giocò sulla sesta scacchiera nell'incontro "URSS- Resto del mondo ", realizzando 1½ su 3 contro Reshewsky e 1 punto contro Olaffson, e si classificò 2°-5° a Rovinj. Nel 1971 ha pareggiato un match (+1 =4-1) con Portisch e ha vinto il torneo di Amsterdam. Smyslov ha partecipato a numerose edizioni delle Olimpiadi, portando ogni volta il suo notevole contributo alla vittoria finale della squadra. Autore di un trattato sui finali di Torre insieme con Levenfisch, di una raccolta autobiografica di partite e di diversi articoli tecnici. Nel gioco di Smyslov si possono distinguere due periodi: uno che va sino al 1948, caratterizzato da una sottile interpretazione in chiave combinativa dei motivi strategici; l'altro, proprio della maturità, in cui l'abilità di intensificare progressivamente la pressione posizionale si fonde con la maestria tecnica nei finali.

Rudolf Spielmann Giocatore austriaco (Vienna, 5-5-1884 - Stoccolma 2-8-1942 ). Professionista degli scacchi, ottenne il primo importante successo a Scheveningen nel l9O5, classificandosi al 3° posto su 14 partecipanti. Il suo miglior periodo fu forse il decennio dal 1910 al 1920, quando giunse 1° a Vienna nel torneo Trebitsch del I9l0-1911, insieme a Schlechter 3° a Monaco nel 1911, 1° ad Abbazia nel 1912, davanti a undici partecipanti fra i quali Reti e Rosselli; 2° a pari merito con Nimzowitsch a S. Sebastiano nel 1912, precedendo Tarrasch, Marshall e altri sette maestri, 2° a Pistyan nel 1912 dopo Rubinstein; 1° a Vienna nel 1913, nel torneo del giubileo, davanti a Tartakower, Reti e altri, e 2° nel torneo Trebitsch del]o stesso anno, dopo Schlechter, 1° a Budapest nel 1913; 1° a Baden nel 1914, e nello stesso anno 1° a pari merito con E. Cohn, a Berlino, 3° a Mannheim nel 1914 e 3° a pari merito con Reti nel torneo Trebitsch di Vienna del 1915. Nel grande torneo di Pistyan 1922, vinto da Bogoljubov, giunse 2° a pari merito con Alechin, davanti a Reti, Samisch, Tartakower e altri tredici maestri. Vinse, dopo la prima guerra mondiale ancora i tornei di Scheveningen 1923 (ex æquo con P. Johner); di Vienna 1926; di Semmering nello stesso anno, precedendo Alechin, Vidmar, Nimzowitsch, Tartakower e altri tredici maestri, di Magdeburg 1927, di Vienna 1930 (torneo di Trebitsch) ex æquo con Kmoch; di Sopron 1934; di Helsinki 1935, alla pari con Book. Sostenne una cinquantina di matches. Incontrò Nimzowitsch due volte a Monaco nel 1905 e nel 1908, pareggiando il primo incontro e vincendo il secondo (+4 =1-1). Vinse due matches con Tartakower, perdendone uno nel 1913 a Vienna. Batté Mieses, Reti , Stoltz (due matches), Davidson (due matches), Przepiorkay, Alapin, Petrov e molti altri. Fu sconfitto da Bardeleben, da Teichmann, da Euwe , tre volte si batté con Eliskases, nel 1932, nel 1936 e nel 1937, e fu sempre sconfitto. Scrisse articoli per riviste ; un libro di carattere storico (1929), Un suo libro sull'arte del sacrificio nella partita viva (Leipzig, 1933) ebbe un buon successo, e fu tradotto in inglese e in russo.

Boris Vaseljevic Spaskji Giocatore sovietico (Leningrado 30.11.1937). Campione del mondo dal 1969. Si mise in evidenza da ragazzo nei tornei locali di Leningrado. Nel 1953 prese parte al torneo di Bucarest, classificandosi 4°- 6°. Nel 1954 vinse un torneo con la partecipazione di giovani maestri e candidati maestri, mentre nella semifinale per il campionato dell' URSS si classificò 4°. Nel 1955 conquistò il 3° - 4° posto al campionato URSS e vinse il campionato mondiale dei giovani, al torneo interzonale di Goteborg fu 7°- 9° acquisendo il diritto a partecipare al torneo dei candidati . Nel 1956 al campionato URSS si classificò 1°- 3° (3° dopo spareggio), mentre al torneo dei candidati di Amsterdam giunse 3°- 7°. Nel 1957 fu 4°- 5° al campionato URSS, mentre l'anno successivo nello stesso torneo, valido quella volta come torneo zonale, venne sconfitto nell'ultimo turno in una drammatica partita da Tal quale la vittoria avrebbe assicurato il titolo di campione) e fu escluso dall'ulteriore selezione per la candidatura al titolo mondiale. Nel 1959 Spasskij riprese quota : 2°- 3° al campionato URSS, 1°- 3° a Ma 1° al campionato di Leningrado, 1° a Riza Nel 1960 fu 1°- 2° a Mar del Plata. 1961 di nuovo Spasskij ebbe la possibilità di riportarsi nel giro della selezione per la candidatura al titolo mondiale, ma di essersi mantenuto a lungo in testa alla classifica, egli giocò senza mordente le ultime partite e perse una qualificazione che era sembrata già sicura. Spasskij seppe riprendersi subito e nel successivo campionato del 1961-62 conquistò la vittoria. Fu quindi 2°3° a L'Avana nel 1962, 2°- 3° ad Hastings nel 1962-63, 1°- 3° (2° dopo spareggio al campionato URSS nel 1963. A partire dal 1964 Spasskij riuscì ad esprimere compiutamente la sua forza di gioco, conquistando il 1° posto nel torneo di selezione zonale tra sette maestri russi e il 1°posto nel successivo torneo interzonale Amsterdam ; nello stesso anno fu 4° a Soci 1° a Belgrado. Nel 1965 la maturità scacchistica di Spasskij trovò modo di manifestarsi nei matches validi come qualificazione per la candidatura al titolo mondiale. Nel match contro Keres , vinto con il punteggio di ó:4 (+4 =4-2) e valido come quarto di finale, nel match contro Geller vinto con il punteggio di 5 1/2 2 1/2 (+3 = 5 -0) valido come semifinale, e nel match contro Tal , vinto con il punteggio 6 1/2 3 /12 (+4 =5 -1) valido come finale, Spasskij dimostrò audacia di gioco, varietà di schemi, ricchezza di idee e soprattutto, quella capacità psicologica che negli anni precedenti gli erano costate due esclusioni dal giro della candidatura al titolo mondiale. Seguirono due successi: 1°- 2° a Soci e, nel 1965-66, 1°2° ad Hastings . Quindi, nel 1966; Spasskij affrontò Petrosjan per la conquista del titolo mondiale; I'impresa però non gli riuscì, perché il campione del mondo seppe imporre il proprio gioco, come testimonia il numero del le patte (+3 =17 -4). Successivamente l'attività di Spasskij fu leggermente ridotta quasi come egli volesse risparmiarsi in vista della nuova scalata al titolo mondiale: nel 1966 1° a Santa Monica ; nel 1967 1° a Beverwijk , 1°4° a Soci e 3°4° a Winnipeg . Nel 1968 affrontò Geller nella semifinale per la candidatura al titolo mondiale, sconfiggendolo con il punteggio di 5 1/2 2 1/2 (+3 =5-0), Larsen nella semifinale superandolo con il punteggio di 5 1/2 2 1/2 (+4 =3-1) e Korcnoj nella finale eliminandolo con il punteggio di 6 1/22 3 1/2 (+4 =5-1). Alla fine dell'anno Spasskij partecipò al torneo di Palma di Maiorca, ove si classificò 2°-3°. Nel 1969 Spasskij affrontò di nuovo Petrosjan impose il proprio gioco ( Petrosjan fu costretto a recuperare due punti di svantaggio nella prima fase del match) e superò il campione del mondo con il punteggio di 12 1/2 10 1/2 (+6 =13-4). Nello stesso anno Spasskij vinse il torneo di S. Juan e si classificò 5° a Palma di Maiorca . Nel 1970 realizzò 1 1/2 in tre partite contro Larsen nell'incontro URSS " Resto del mondo " fu quindi 1° a Leiden e 1°- 2° ad Amsterdam Spasskij ha partecipato a tutte le Olimpiadi a partire dal 1962. Giocatore brillante e coraggioso. Spasskij è considerato un campione completo, abile sia nella difesa che nell'attacco; inoltre egli adotta indifferentemente aperture sia moderne che antiche, sia di gioco chiuso che di gioco aperto.

Pierre Saint-Amant  Giocatore francese (12.9.1800 - Birmandreis Hydra, Algeri, 29.10.1872). Segretario del governatore della Cajenne, rientrato in patria nel 1822 pubblicò un libro su quella colonia e divenne giornalista. Nei moti francesi del 1848, Lamartine lo nominò governatore delle Tuileries, fu a capo della guardia nazionale, ebbe poi altre cariche e fu anche console ad Acapulco. La morte lo colse ad Algeri, in seguito ad una caduta dalla carrozza. Nel 1836 si batte a Londra con Walker e lo vinse (+5 =1 -3), riuscì parimenti vincitore con Fraser ( + 1= 2 -0) . Tornato a Parigi, vinse Schulten con lo scarto di 10 vittorie (+11 =0-1), ma dovette soccombere contro Deschapelles che gli dava vantaggio (+2 =O -3). Un suo nuovo viaggio a Londra nel 1842, lo vide sconfitto di misura da Cochrane ( +4 = 1-6) ; tuttavia nell'anno successivo riuscì a battere Staunton a Londra ( + 3 = 1 -2). Si venne, cosi, alla famosa sfida di rivincita a i due campioni, giocata a Parigi fra il 14 novembre e il 20 dicembre 1843 e perduta da St.Amant (+6 =4 -11). La sfida ebbe vastissima risonanza, essendo entrambi i contendenti direttori di importanti riviste: Staunton dirigeva il " The Chess Player's Chronicle " mentre St.Amant dirigeva, dopo la morte di Labourdonnais, il " Palamède ". Dopo questo match Saint Amant si batté ancora con un forte americano, G.Stanley, durante un viaggio a New York nel 1852 con risultato di parità (+4 =0 -4). Nel torneo di Birmingham 1858 vinto da Löwenthal, si classificò 5° Durante la tournée a Parigi di Paul Morphy del 1858, Saint-Amant ammise pubblicamente di non essere all'altezza per giocare un match col giovane campione americano e si limitò a partecipare ad un banchetto offerto in suo onore. Giocò però con Morphy alcune partite amichevoli, delle quali è rimasta solo una partita, vinta da Morphy.

Philip Stamma Problemista e giocatore arabo del XVIII secolo, nativo di Aleppo in Siria. Dopo varie peregrinazioni venne in Francia. A Parigi, per assicurarsi la protezione di lord Harrington, segretario di Stato e amatore degli scacchi, gli dedicò nel 1737 una raccolta di finali di partita, sotto il titolo " Essai sur le jeu des échecs ou 1'on donne quelques regles pour le bienjouer et remporter l'avantage par des coups fins et subtils, que l'on neut appeler les secrets de ce jeu". Passò poi in Gran Bretagna, dove nel 1747 si batté con Philidor ricevendo Pedone e tratto, ma uscendone sconfitto (+1 =1 - 8). Su una scacchiera di 10 x 14 con nuovi pezzi dapprima riuscì vincitore, ma nello spazio di due mesi Philidor fu in grado di batterlo dandogli il vantaggio di Cavallo. Mentre il testo francese del suo libro usciva in varie ristampe, Stamma curò una nuova edizione inglese, mutando il titolo in "The noble game of chess, or a New and easy method to lern to play well in a short time " (London, 1745). In essa si qualificò "interprete di lingue orientali di S.M. il Re di Gran Bretagna ". e dichiarò di aver corretto vari errori; ai cento finali "disperati " aggiunse 74 aperture. La fortuna dell'opera di Stamma fu notevole. I 100 finali furono pubblicati anche in Italia, in parte nelle Sottigliezze degli scacchi esposte in una raccolta di 160 partiti scelti dai migliori autori (Giusti, Milano, 1831), e per intero nel volumetto del Wünsch (v.) e nella Miscellanea dell'Usigli. La notazione adoperata dallo Stamma parve una novità in occidente, sebbene avesse lontane ascendenze. I pezzi non erano indicati con le loro iniziali, ma con lettere dell'alfabeto, partendo dalla casa a1 (la Torre di Donna era "a" Il Cavallo di Donna "b" la Torre di Re "h" ecc.). La cattura non era indicata ma lo scacco era già indicato con la crocetta. Questo metodo, certamente assai diverso dalle annotazioni descrittive allora in uso in tutta Europa, trovasi ancora adoperato verso la metà dell'Ottocento in molti trattati, come nella III edizione del "Traité des Amateurs".

Howard Staunton  Giocatore inglese (Londra, 1810 - 22.6.1874) considerato il precursore della scuola del primo Novecento. Apparve sulla scena scacchistica nel 1835 come sottoscrittore di un libro di Walker " A Selection of games of chess " , quattro anni dopo perdette una sfida con Stanley, ma già nel 1840 riuscì a battere Popert. Fra il 1841 e il 1843 giocò spessissimo con Cochrane: in sette partite gli diede vantaggio di pedone e tratto con risultato di parità (+3 = 1 -3). Le partite a vantaggio erano da lui studiate profondamente, e fu in grado di dare vantaggio a giocatori come Evans, Mongrédien, William. Superò nel 1844 Kennedy nel 1846 Horwitz (+14 =3 -7) e Harrwitz (+12 =1 -9), nel 1851 Jänisch (+7 =1-2), rimase nettamente sconfitto nella sfida con Löwe al quale dava vantaggio di Pedone e due tratti (London, 1847. + 1 =2 -4), e, con minimo scarto nel match con von der Lasa (Bruxelles, 18S3: +4 =4-5) Grande risonanza ebbe la sfida con St.Amant, giocata a Londra nella primavera del 1843 (posta, una ghinea per partita) e conclusasi con l'inattesa sconfitta di Staunton (+2 =1 -3) Questi reclamò una rivincita, che si combatte a Parigi nello stesso anno e terminò con una netta vittoria di Staunton (+11 =4 -6), che fu da allora considerato il più forte giocatore del mondo. Partecipò al torneo di Londra del 1851, e si classifico 4° nel torneo di Birmingham del 1857 si classificò 6° ex æquo con Salmon. Fondò nel 1840 la rivista a "The chess PlayerJs Chronicle " che diresse per lunghi anni e nella quale pubblicò molte sue partite, senza indicare il nome degli avversari al 1845 assunse la redazione della rubrica dell'" Illustrated London News ", che tenne poi fino alla morte: di essa si avvalse spesso per commenti ironici nei confronti dei suoi avversari come Löwe e Anderssen, contro il quale aveva proposto una sfida, che non poté essere combinata. Nel 1847 apparve il classico manuale "The chess players's handbook", di cui si fecero più di venti edizioni o ristampe nel 1849, il " The chess players's Companion " (una raccolta di sue partite con particolare riguardo a partite con vantaggio); pure a quell'epoca risale l'invenzione del tipo di scacchi Staunton, oggi universalmente adottato. Non volle battersi con Morphy, consapevole, probabilmente, del declino del suo gioco. Verso la fine della sua vita si dedicò ai prediletti studi "shakespeariani"; mori per un attacco cardiaco.

Wilhem Steinitz Giocatore israelita d'origine boera (Praga, 18.5.1836 New York, 12.8.1900), considerato campione del mondo dal 1866 al 1894. Dopo un periodo di difficoltà finanziarie e di disturbi fisici trovò lavoro come giornalista a Vienna. Qui si mise in luce come forte giocatore, classificandosi nei primi posti nei tornei cittadini (3° nel 1859, 2° nel 1860, 1° nel 1861). Il comitato scacchistico viennese gli procurò i mezzi per partecipare al torneo di Londra 1862, dove si classificò ultimo dei premiati, precedendo peraltro maestri come Löwenthal, Blackburne, Mongredien e altri. Cominciò da allora la serie dei suoi successi: vinse i tornei di Dublino 1865, Vienna 1882 alla pari con Winawer, New York 1894. Altri primati gli sfuggirono per un soffio giunse 2° a Dundee nel 1867 (nel torneo handicap divise il 1° premio con Fraser), a Baden-Baden nel 1870, a Londra nel 1883 a Pietroburgo nel l895-96. Non solo i risultati, ma i modi con i quali venivano conseguiti dimostravano la superiorità di Steinitz. Nel torneo di Vienna 1873 vinse sedici partite consecutive e ottenne il primo posto dopo uno spareggio con Blackburne che emozionò il mondo. Nelle sfide individuali sembrò invincibile, nel trentennio 1862-1893. A parte un'inattesa sconfitta subita da un maestro sicuramente inferiore, come De Vere (Londra 1865. +3 =2 -7), vinse l'italiano Dubois a Londra nel 1862 (+5 =1-3), e poi Blackburne, Deacon, Mongrédien, Green, Anderssen, Bird, Fraser, Zukertort, Martinez, Sellman, Mackenzie, Golmayo, Vasquez, Ponce, Carvajal, Cigorin (1889), Gunsberg. Spesso gli scarti risultarono schiaccianti nei tre matches con Blackburne, lo scarto complessivo a favore di Steinitz fu di 19 partite vinte contro 1 perduta ; nei tre matches con Martinez lo scarto fu di 19 contro 2. L'inizio della parabola discendente fu chiaro quando nel 1892 perse con Cigorin un match telegrafico, non riscattato da una stentata rivincita all'Avana nel match per il campionato mondiale del 1892 (+10 =5 -8) Due anni dopo egli dovette soccombere di fronte al giovane Lasker dal quale fu reiteratamente e nettamente battuto nei campionati mondiali del 1894 a New York (+5 =4-10) e del 1896 a Mosca (+2 =5 -10). Leggermente zoppo, fortemente miope, Steinitz era travagliato da disturbi nervosi, a Mosca nel 1897, e poi nuovamente a New York nel 1899 dovette essere ricoverato per qualche tempo in clinica. Fondò a New York l'" International chess magazine " nel 1885, e lo diresse fino alla cessazione (1891). Dal 1862 al 1883 aveva diretto la colonna scacchistica del " Field " rivelando una rara acutezza di analisi. Scrisse varie opere scacchistiche, fra le quali il "The modern chess instructor" (New York, 1889-95) il libro del sesto congresso americano del 1891, e infine una curiosa lettera aperta agli antisemiti di Vienna e altrove, pubblicata a New York nel 1900.

Michail Nechemjevic Tal Giocatore sovietico (Riga, 9.11.1936). Grande maestro Campione del mondo nel 1960-61. Si segnalò da ragazzo nelle competizioni scolastiche per l'eccezionale carica intuitiva; fu il maestro Koblentz a scoprirne le attitudini e ad affinarne le capacità. Il primo grande successo di Tal risale al 1953, quando vinse il campionato della Lettonia. Nel 1955 vinse il torneo per l'ammissione al campionato URSS dell'anno successivo, ove si classificò 5°-7°. Nel 1956 fece parte della squadra URSS al campionato mondiale degli studenti. A partire dal 1957, Tal colse una serie di successi eccezionali, percorrendo in soli tre anni una carriera quale nessun altro giocatore ha mai percorso. Nel 1957 vinse il campionato dell'URSS e fece parte di nuovo della squadra sovietica al campionato mondiale degli studenti, nel 1958, a conclusione di una lotta drammatica, vinse di nuovo il campionato URSS, valido come torneo zonale, capeggiò la squadra al campionato mondiale degli studenti, vinse il torneo interzonale di Portorose e realizzò 13 punti nelle 15 partite giocate alla Olimpiade di Monaco; nel 1959 fu 2°-3°.al campionato URSS, 1° a Zurigo e vinse il torneo dei candidati svoltosi in Jugoslavia nel 1960 affrontò Botvinnik e lo sconfisse con il punteggio di 12 I/2 - 8 1/2 (+6 = 13 -2), conquistando il titolo di campione del mondo. Tutta questa ascesa, vertiginosa sotto il profilo puramente tecnico dei risultati, fu sensazionale soprattutto perché realizzata mediante un tipo di gioco violentissimo, tutto basato sulla forza dell'intuito e audace sino al limite del rischio. Per poter giocare sempre a ritmo cosi alto sarebbe stata necessaria una vigorosa e costante mobilitazione delle forze fisiche, ma Tal proprio in questo campo trovò il limite della sua ascesa e la causa del suo declino. Di salute non propriamente robusta, Tal si dedicò troppo agli scacchi, sia come giocatore che come pubblicista. Già nel 1961, nel corso del match di rivincita con Botvinnik (+5 =ó -10) che seppe riprendersi il massimo titolo, Tal fu due volte costretto a chiedere la sospensione del match, l'anno successivo, al torneo dei candidati di Curaçao, addirittura dovette ritirarsi dalla competizione. In seguito la carriera di Tal per il titolo mondiale ha avuto queste tappe: nel 1964 1°-4° al torneo zonale di Amsterdam, nel 1965 vittoria su Portisch (5 1/2 - 2 1/2) nel primo match di qualificazione per la candidatura al titolo mondiale, vittoria su Larsen (5 1/2 - 41/2) nel secondo match sconfitta ad opera di Spasskij nel match finale (4: 7). Nel 1968 vittoria su Gligoric nel primo match (5 1/2 - 3 1/2) e sconfitta nel secondo ad opera di Korcnoj (4 1/2 - 5 1/2). Nel 1970 Tal non è riuscito ad inserirsi nel torneo interzonale ed è rimasto cosi escluso per la prima volta dal giro per il titolo mondiale. Tal , tuttavia nel decennio successivo alla perdita dei massimo titolo ha saputo conseguire più di un risultato prestigioso: nel 1961 1° a Bled ; nel 1963 1° a Miskolcz, 2°-4° a L'Avana e 2° a Mosca; nel 1964 1° a Kislovodsk, nel 1966 1°-2° a Sarajevo e 1° a Palma di Majorca; nel 1967 2°-4° a Mosca e 2°-3° a Budva, nel 1968 2°-4° a Wijk aan Zee; nel 1969-70 1°-2° a Tbilisi. Ha fatto parte della squadra URSS in diverse Olimpiadi e nell'incontro con il " Resto del Mondo ", (+1 =2-1 contro Najdorf sulla 9ª scacchiera). Giocatore dotato di straordinario intuito, amante delle complicazioni a lunghissima portata ove sa far valere rapidità e lungimiranza del calcolo, Tal ha suscitato al suo apparire un grande scalpore per l'eccezionale e talvolta eccessiva tendenza verso sacrifici e impianti " teoricamente " dubbi. è accaduto più di una volta che i critici, nel valutare alcune complicazioni di Tal , siano tornati più volte sulle analisi, giungendo alla fine a conclusioni controverse, se non opposte. Per Tal il sacrificio è una decisione che deve essere giustificata in un primo luogo dal proprio intuito. Con Tal - scrisse Euwe - si è aperta una nuova era scacchistica. Ed effettivamente la scuola logica ha ricevuto con Tal un duro colpo, come dimostra il grande incremento delle aperture " irregolari " degli ultimi anni, promosso indirettamente proprio dal nuovo modo di Tal di impostare i rapporti psicologici della lotta scacchistica.

Siegbert TarraschGiocatore tedesco (Breslavia 5.3.1862 - Monaco 17.2. 1934). Laureato in medicina, si dedicò prevalentemente agli scacchi. A 23 anni partecipò al torneo di Amburgo 1885, e superò maestri come Mackenzie , Schallopp , Minckwitzn , Berger , riuscendo 2° alla pari con Blackburne , English , Mason , Weiss , e battendo gli ultimi due nei confronti diretti. La serie più continua di successi fu da lui conseguita fra il 1888 e il 1894, quando giunse i tornei di Norimberga, Breslavia, Manchester, Dresda, Lipsia. Batté intanto a Norimberga in sfide individuali , Taubenhaus (1891, +ó =1-l) e Walbrodt (1894, +7 =1 -0) mentre pareggiava con Cigorin (Pietroburgo 1893: +9 =3-9). Divenuto ormai un Grande maestro, partecipo ai più importanti tornei della sua epoca spesso come dominatore. Vinse il torneo svoltosi a Vienna nel 1898 per il giubileo dell'imperatore dopo uno spareggio con Pillsbury , ottenendo 6.000 corone di premio, vinse il torneo di Montecarlo 1903, davanti a Maroczy , Pillsbury e altri undici maestri fu primo, alla pari con Fick , nel torneo ad apertura obbligata dell'Aia 1922, e in quello stesso anno giunse 3° (ex æquo con Wolf , Alechin e Maroczy ) nel torneo di Vienna 1922, dove la sua vittoria contro Reti ottenne il premio di bellezza , e ancora 1° nel torneo triangolare di Mannheim. Si incontrò con Lasker in due sfide individuali, entrambe concluse con una sua sconfitta a Düsseldorf nel 1908 con titolo mondiale in palio (+3 =5 -8) e a Berlino nel 1916 (+ 0 =1-5). Fu teorico profondo. Scrisse molte opere: fra le più importanti, oltre a una raccolta di 300 sue partite, devono ricordarsi "Die moderne Schachpartie " (Nürnberg 1912) che ebbe quattro edizioni e una traduzione in russo e fu considerato un testo fondamentale per la scuola tedesca, una monografia sul gambetto di Donna, e un'altra sul centro partita una serie di libri sui matches che egli sostenne con Marshall nell'autunno 1905 (+8 =8-1), con Lasker nel 1908, con Schlechter nell'estate del 1911 a Colonia (+3 =10 -3), con Mieses nell'autunno 19l6 a Berlino (+7 =4-2), e infine numerosi libri sui tornei ai quali aveva partecipato, sempre dimostrando grande profondità di analisi.

Milam Vidmar Giocatore jugoslavo (Lubiana, 22.ó.1883-9.10.1962). Grande maestro. Professore all'università di Lubiana fu una autorità mondiale nel campo dell'elettrotecnica, coltivò gli scacchi come semplice amatore ma divenne uno dei più forti maestri della prima metà del 1900. Iniziò la sua carriera internazionale nel torneo di Norimberga 1906, dove giunse 9° alla pari di Znosko , Borovskij e Tarrasch , davanti a sei maestri, fra i quali Spielmann e Janowski . Nel grande torneo di Karlsbad 1907 giunse ó° (fra i suoi inseguitori, Spielmann , Tartakower , Cigorin e altri 12 avversari). Giunse 1° a Góteborg nel 1909 divise a S. Sebastiano nel 1911 il 2° premio con Rubinstein , lasciando indietro, fra gli altri, Marshall , Nimzowitsch , Tarrasch , Spielmann , giunse 1° a Budapest (1912); 1° a Vienna (1917); 14 a Berlino (1918), 1° con Flohr , a Sliac (l932), 1° ad Agram (1939). Nel grande torneo di Semmering 1926 giunse 3°, a mezzo punto da Alechin e a un punto dal vincitore Spielmann , partecipò nel 1927 al torneo dei grandi maestri preparatorio del campionato mondiale, e giunse 4° dopo Capablanca , Alechin e Nimzowitsch . Nel torneo di Londra 1922 giunse 3° dopo Capablanca e Alechin , davanti a Rubinstein , Bogoljubov , Reti , Tartakower , Euwe e altri otto maestri, Riuscì a strappare un premio anche nel torneo di Bled 193l, dividendolo con Flohr , Kahsdan e Stoltz , e facendosi precedere solo dai tre grandi : Alechin , Bogoljubov , Nimzowitsch . Sostenne un solo match da lui vinto contro Tartakower (+2 =4 -0). Scrisse articoli teorici su riviste e pubblicò in croato alcuni libri di carattere generale o collezioni di partite. Scrisse in tedesco un libro in due volumi sul torneo di Karlsbad 1911, al quale anch'egli aveva partecipato, classificandosi 7° prima di altri diciannove partecipanti fra i quali Alechin , Tartakower e Spielmann . Nel 1961 pubblicò un libro di ricordi, "Goldene Schachzetten". Partecipò al torneo di Vienna 1951 in memoria di Schlechter dove si classificò 8° e vinse (davanti a Euwe ) il torneo di Basilea 1952. Fu presidente onorario dell'Accademia delle scienze e delle arti di Jugoslava.