• Analisi della Posizione

  • Struttura Pedonale

  • Posizione dei Pezzi

Struttura Pedonale

Tre isole di Pedoni per il Bianco..due per il Nero, in evidenza i Pedoni deboli (c6) Nero e (d4) Bianco.
Le torri Bianche sono ben piazzate, laTc1 attacca la debolezza del Nero, la Td2 difende la propria debolezza, (d4) il Ce4 occupa una casa centrale da dove può penetrare nello schieramento avversario (d6) (c5), l'alfiere Bianco (Ab1) può giocare sia sulla diagonale (b1) (h7) che sulla diagonale (a2) (g8).
I pezzi del Nero sono meno mobili, hanno poca attività, l'unico pezzo ben piazzato è la torre (Te8) su colonna aperta, gli altri pezzi (Tb8) e (Ab7) sono passivi, essendo in posizioni difensive, il cavallo (Cd7) non è ben piazzato non potendo controllare case del territorio avversario. Da questa considerazione si può capire e determinare la strategia dei giocatori, il Bianco è in vantaggio posizionale ed il suo piano potrà essere quello di attaccare (possibilmente) la debolezza del Nero (pc6) per aumentare il vantaggio di materiale e rendere il suo pedone (pd4) passato.
Il piano del Nero sarà quello di migliorare la posizione dei propri pezzi, il (Cd7) sarà sicuramente migliore in .../f6 con idea Cd7 x Ce4 (eliminazione di un forte cavallo centrale), oppure .../Cd5 occupazione di una forte casa centralizzata. Buona anche .../Cf8 con idea (Ce6) pressione sul pedone Bianco debole. La Torre (Tb8) potrà essere attivata in (Td8).

Isole di Pedoni

Una volta tenuto conto della presenza di pedoni deboli e forti, si passa a valutare la qualità dell'intera configurazione. Ci sono fattori che tengono conto della formazione dei pedoni nel loro insieme, e spesso sono una prova decisiva per stabilire chi è in vantaggio, o può contare su una vittoria certa. I sostenitori della scuola di Steinitz-Tarrasch insistevano sul vantaggio di avere una maggioranza di pedoni sull'ala di Donna. Se, per esempio, il Bianco aveva tre sani pedoni sul lato di Donna, opposti soltanto a due pedoni neri, ciò veniva considerata una scorciatoia per una chiara vittoria. La moderna strategia, d'altro canto, nega che tale maggioranza sia un fattore indipendente di un qualche valore. Essa sostiene che è un'asserzione gratuita dichiarare che una maggioranza di pedoni, presa a sé, indipendentemente dai pezzi ancora in gioco, sia un vantaggio. Il gioco pratico ha sempre più confermato quest'opinione, e l'attenzione si è spostata invece sul concetto di "isola di pedoni". Esaminiamo tale concetto. Se noi abbiamo sette o otto pedoni uniti tra loro in una singola catena, mentre i pedoni del nostro avversario sono divisi in gruppi isolati "isole di pedoni", come li chiamava Capablanca, allora noi beneficiamo d'un vantaggio reale, che aumenta man mano che si avvicina il finale. Questo concetto, apparentemente astratto, ha ora assunto una considerevole importanza nel giudizio sulla posizione..

 

Pedoni e Case Deboli

I teorici del tempo di Philidor hanno stabilito che "i pedoni sono l'anima degli scacchi " ed hanno elaborato una varietà di termini tecnici e di concetti.. Tarrasch una volta disse "Sono sempre più preoccupato per la posizione dei miei pedoni che non per quella dei miei pezzi". Nimzovich introdusse una serie preziosa di insegnamenti sulle catene di pedoni nei suo libro "Il mio sistema", ma pochi dei suoi termini sono stati poi largamente adottati; ciò nonostante non si può fare a meno di ringraziarlo per le regole sull'attacco alla base delle catene di pedoni. Infatti, oggigiorno non esistono grandi maestri che non dedichino gran parte dei loro studi al tema delle catene di pedoni. Altro punto: un pedone isolato in d3 rimarrà sempre un pedone isolato, anche se lo difendiamo con i nostri pezzi. Le debolezze dei pedoni e delle case sono il diretto risultato della struttura dei pedoni, e non dipendono dalla configurazione dei pezzi. Questo è il motivo per cui parleremo di case deboli e strutture di pedoni insieme, dato che le prime dipendono direttamente dalle seconde. Quando un grande maestro sta valutando una posizione, è obbligato a tenere conto delle case deboli e dei pedoni, sia nel proprio schieramento che in quello dell'avversario. La presenza di queste debolezze non è mai un fattore positivo, ma bisogna essere in grado di valutare in quale misura possono pregiudicare una posizione. In alcuni casi un solo pedone debole, o una casa debole, sono sufficienti per perdere la partita. Probabilmente le migliori spiegazioni di questo concetto si trovano in alcune partite di Botvinnik, in cui è mostrato un numero di occasioni dove è stata sfruttata la potenza di un singolo pezzo piazzato in una casa debole avversaria. Tuttavia le partite vinte sulla base di una semplice debolezza sono relativamente rare, e normalmente lo sfruttamento di una casa debole deve andare pari passo con lo sfruttamento di altri elementi. Spesso un avversario può avere due case deboli, e allora il metodo di gioco è relativamente semplice. Si tenta di occupare le case deboli con uno dei propri pezzi, che quindi avrà una base permanente di operazioni. Fin qui il concetto di case deboli. Non meno chiaro è il concetto di pedoni deboli. Il difendente può proteggere tenacemente le proprie debolezze, in modo che i pezzi dell'attaccante, precipitatisi su di esse, risultino impotenti, come se urtassero contro un blocco di granito. C'è chi ritiene inadeguato quest'ultimo metodo, e invece, nella impossibilità di difendere i suoi pedoni deboli , manovra in modo da cambiarli con quelli, pure deboli, dell'avversario. Per ultimo, essi possono essere sacrificati, come la zavorra gettata in mare. Tutti questi casi devono essere analizzati nello studio delle partite dei grandi maestri. La moderna strategia ha arricchito e modificato il concetto di case e pedoni deboli, rispetto alle idee di Steinitz. L'inventore del gioco posizionale lavorava spesso su una valutazione statica delle debolezze, mentre oggi la dinamica della posizione, la sua nascosta energia potenziale, ha più influenza sulla valutazione globale. Potremmo dire che ci sono stati pochi cambiamenti nel significato delle colonne aperte, ma ce ne sono stati di significativi nel modo di guardare le debolezze. Nella nostra analisi anche i Pedoni Bianchi ( a5 ) ( b2 ) e i Neri ( h7 ) e ( a6 ) possono essere considerati deboli, ma, oltre a sembrare ininfluenti sul piano del gioco, sono difficilmente attaccabili senza conseguenze o compromessi.

Pedone passato

Il Pedone passato è quello che nel Medio-Finale non è contrastato da altri Pedoni ma obbliga i Pezzi avversari a controllarlo per impedirgli la promozione limitandone conseguentemente la mobilità.


Attività dei Pezzi

Una partita a scacchi è una battaglia tra due armate. Ovviamente di legno, ma per un vero giocatore, scrisse Lasker, è come se fossero vivi. Il giocatore di scacchi è un comandante, e il destino del proprio " esercito " dipende dalla sua abilità, volontà di vittoria e diligenza. Questo è il motivo per cui la questione della buona o cattiva posizione dei pezzi gioca sempre un ruolo decisivo. Può succedere, e spesso accade, che a causa della mancanza di un'adeguata "abilità previsionale", dell'inesperienza o per qualche altra ragione, una delle due armate è mobilitata o disposta così male da essere ben presto "cancellata" dalla scacchiera, si direbbe per "inadeguatezza strategica": in tali casi, la disfatta è sicura. Molto spesso un pezzo (meno frequentemente due), è mal piazzato, ma è ancora possibile trovare un rimedio per la semplice ragione che, di norma, la sua ubicazione è rettificabile; ciò di solito, ma non sempre: e allora questa può essere la ragione della disfatta. Lo sfruttamento del pezzo, o dei pezzi mal piazzati, è un metodo spesso usato nei nostri "giochi", questo spiega il fatto che il giocatore che desidera migliorare deve essere in grado di individuare tale debolezza nella posizione nemica. Il fatto che un singolo pezzo mal piazzato possa causare la sconfitta può essere evidenziato in un gran numero di partite, giocate da entrambi i colori, negli ultimi due secoli. Tarrasch sentenziò, con una frase memorabile: "Se un pezzo è mal piazzato, tutta la posizione è debole,". Uno tra i più significativi difetti posizionali è il ritardo nello sviluppo, che si ha in genere quando qualche pezzo è ancora nella propria casa di partenza.


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