Michajl M. Botvinnik

Lavori critici ed analitici vol-2

"Sei pesante, tu, berretto di Monomach"

È giunto un tremendo momento, la guerra. In vista della mobilitazione io sono stato liberato ed evacuato da Leningrado a Perm. Lavoravo come ingegnere specialista negli isolanti ad alta tensione. Abbiamo preso con noi ben poche cose, ma i quaderni scacchistici, le ultime edizioni e gli scacchi sono venuti con me in oriente.

Botvinnik

Appena ci siamo organizzati un sistema di vita, di sera ho cominciato a scrivere i commenti delle partite del match-torneo del 1941 per il titolo di campione assoluto dell'URSS.

Bisognava preparare la forza scacchistica per i futuri anni di pace (la decisione del governo riguardo al match con il campione del mondo Alechin non era stata revocata). Anche il lavoro analitico mi ha aiutato a fare ciò. Quando (dopo la vittoria di Stalingrado) ho ottenuto il primo invito ad un torneo (Sverdlovsk, 1943), è stato appurato che io ero pronto per la battaglia.

Il torneo si svolgeva con la formula ad andata e ritorno e contro ogni partecipante ho raccolto un punto e mezzo ed ho facilmente conquistato il primo posto.

Ma ci sono state anche delle avventure: per due settimane ho analizzato una continuazione nella variante aperta della partita spagnola (per decisione del comitato esecutivo regionale mi sono preparato per il torneo in un sovchoz nei pressi di Perm).

Ma ho lavorato in totale solitudine, e la preparazione si è dimostrata di qualità scadente. I. Boleslavskij (io ho adottato contro di lui questa variante) ha condotto molto abilmente la partita e poteva dare matto, se nella posizione riportata sul diagramma avesse giocato 61. Af8!...